Il tema del dissalatore torna al centro del confronto sulla gestione dell’acqua in città. «Il distillatore al momento fornisce acqua pari a zero perché è una risorsa di sovrambito», ha spiegato il dirigente dei servizi pubblici Orazio Amenta.
Secondo quanto chiarito durante il confronto con il comitato cittadino "l'acqua è un diritto di tutti", il Comune di Trapani non decide se l’impianto debba fornire acqua alla città. La gestione rientra infatti nel sistema regionale del sovrambito gestito da Siciliacque, mentre la distribuzione tra i territori viene definita sulla base della programmazione idrica.
«Questo implica però che, quando necessario, sarà comunque disponibile come fonte aggiuntiva previa manutenzione», ha aggiunto Amenta.
Il “giallo” dei costi dell’acqua
Nel corso dell’incontro è stato affrontato anche il tema dei costi del servizio idrico, finito al centro del dibattito pubblico. «Il comitato “L’acqua del centro storico” nasce dall’esigenza di chiarire alcune posizioni emerse sui social o su organi di stampa che, secondo gli uffici e l’amministrazione comunale, non erano corrette», ha spiegato il dirigente.
In particolare si è parlato del cosiddetto “giallo dei 650 mila euro”. «Nel 2025 il Comune di Trapani ha speso 250 mila euro in più per energia elettrica», ha detto Amenta. L’aumento è legato alla maggiore attività dei pozzi comunali.
«Nel 2025 è stata prelevata una quantità di acqua dai pozzi di Bresciana mai così elevata, reso possibile dal fatto che sono risultati funzionanti 18 pozzi su 18, cosa che non succedeva da anni».
L’attivazione di tutti i pozzi ha comportato maggiori consumi elettrici, ma secondo gli uffici tecnici ha anche prodotto un effetto positivo sui conti del Comune.
«Il Comune ha comunque ottenuto un risparmio notevole, circa un milione di euro, perché ha acquistato molta meno acqua da Siciliacque».
Gli interventi che hanno consentito di riattivare diversi impianti – tra cui Pozzo Maronna, Inici e Ramping – sono stati realizzati grazie ai fondi del Dipartimento regionale della Protezione civile, utilizzati per potenziare il sistema dei pozzi comunali.
Il nodo dei pozzi: Madonna e Bresciana
Tra le questioni tecniche emerse durante il confronto c’è anche la situazione del pozzo Madonna. Dopo gli interventi di revamping avrebbe dovuto raggiungere una portata di circa 25 litri al secondo, ma attualmente la produzione si ferma a circa 16 litri al secondo, perché il pozzo tende ad andare in secca se il prelievo è troppo intenso.
Diversa la situazione nell’area di Bresciana, dove risultano attivi 17 pozzi su 18. La riattivazione degli impianti ha comportato un aumento dei costi energetici stimato in circa 700 mila euro, ma secondo i tecnici questo consentirebbe di ridurre l’acquisto di acqua da Siciliacque, con un beneficio complessivo per le casse comunali.
Dissalatore: per Trapani ancora nessuna acqua
Sul fronte del dissalatore, allo stato attuale Trapani non riceve acqua da questa infrastruttura. La produzione viene infatti prelevata da Siciliacque e destinata ad altri comuni.
L’impianto resta quindi una risorsa di sovrambito, che può essere utilizzata solo in determinate condizioni e secondo la programmazione regionale.
Autobotti e possibili emergenze estive
Nel corso dell’incontro si è parlato anche della gestione delle emergenze estive. Il Comune dispone al momento di una sola autobotte, mentre una seconda dovrebbe entrare in servizio nei prossimi mesi. Resta però il problema della mancanza di autisti.
Per eventuali emergenze è stato raggiunto un accordo con la società Palma Autospurghi, che potrà intervenire per rifornire le utenze in difficoltà. Il servizio tramite autobotte resta comunque subordinato alla regolarità nei pagamenti delle bollette, mentre il comitato ha chiesto maggiore tolleranza per le utenze con arretrati limitati.
Il caso della saracinesca di Xitta
Tra i problemi ancora aperti c’è la saracinesca che regola la distribuzione idrica nel quartiere di Xitta. L’intervento non è stato ancora effettuato perché richiederebbe la sospensione dell’erogazione dell’acqua in tutta la città.
Di fatto questo comporta che Xitta riceva acqua ogni giorno, mentre nel resto di Trapani la distribuzione avviene con turnazioni. L’amministrazione si è impegnata a intervenire entro circa dieci giorni per riequilibrare la distribuzione tra i quartieri.
Orari dell’acqua ancora incerti
Restano difficoltà nel definire orari certi per l’erogazione dell’acqua. I fontanieri iniziano generalmente le manovre intorno alle 6:20 – 6:30 del mattino, ma eventuali imprevisti possono modificare gli orari.
Molti cittadini continuano così ad attendere davanti ai motori dell’acqua per capire quando arriverà il flusso.
I dubbi sul bypass sotto il ponte Salemi
Il comitato ha espresso anche perplessità sul bypass realizzato sotto il ponte Salemi, che collega la conduttura comunale con quella di Siciliacque.
Prima dell’intervento Siciliacque poteva immettere acqua nella rete cittadina ma non prelevarla. Con la nuova configurazione esiste il timore che in futuro si possa chiedere alla città di cedere acqua alla rete regionale, sottraendo risorse a un sistema già fragile.
Le misure previste per l’estate
Tra le azioni previste nei prossimi mesi figurano:
- riduzione della portata verso Xitta per una distribuzione più equa;
riduzione dei 38 litri al secondo destinati a Misiliscemi a circa 24, secondo le indicazioni dell’ATI idrico;
utilizzo di sistemi di telecontrollo per individuare guasti e interruzioni;
obiettivo di mantenere attivi tutti i 18 pozzi per garantire l’equilibrio del sistema.
Il comitato, tuttavia, mantiene alcune perplessità e ritiene necessario individuare nuove fonti idriche, perché il sistema attuale viene considerato ancora fragile in vista dei mesi estivi.