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08/09/2026 07:22:00

Trapani, Comitato "acqua è un diritto di tutti" sentito dalla Commissione d'inchiesta

Il Comitato “L’acqua è un diritto di tutti” è stato ascoltato ieri dalla Commissione consiliare d’inchiesta sul sistema idrico locale. 

Un’audizione alla quale il comitato è arrivato con un obiettivo preciso: portare dentro le istituzioni la voce dei cittadini, le loro segnalazioni e le difficoltà raccolte in questi anni tra turnazioni, rubinetti a secco, disservizi e, più recentemente, contaminazioni.

 

Al termine dell’incontro, però, il Comitato non può riferire quanto emerso: la riunione è infatti secretata e i rappresentanti dei cittadini sono tenuti a rispettare la disposizione.

«Non possiamo entrare nel merito di quanto è stato discusso né anticipare valutazioni, dichiarazioni o informazioni che non siamo autorizzati a divulgare», fa sapere il Comitato.

L’unica cosa che può essere raccontata è il contenuto della propria partecipazione: famiglie, anziani, attività commerciali e cittadini che negli ultimi anni hanno dovuto fare i conti con l’acqua razionata, con le autobotti e con i problemi di qualità dell’acqua sono stati, nelle intenzioni del Comitato, i destinatari della rappresentanza portata in Commissione.

 

Il fatto che l’audizione del Comitato - come tutte le attività della Commissione - sia stata secretata impedisce, almeno per ora, di conoscere cosa sia stato effettivamente riferito alla Commissione e quali elementi possano essere stati acquisiti.

È un passaggio che si inserisce in una vicenda nella quale la richiesta di trasparenza è diventata uno dei punti centrali. 

Già nei mesi scorsi il Comitato aveva chiesto di conoscere gli esiti del lavoro della Commissione e di sapere quali responsabilità fossero eventualmente emerse nella gestione della crisi. 

 

Adesso, però, la parola passa alla Commissione, che ha prorogato la sua attività fino al 30 ottobre. 

Il Comitato assicura che continuerà a informare i cittadini su tutto ciò che sarà possibile rendere pubblico e a chiedere «chiarezza, trasparenza e risposte concrete».

«Non siamo andati davanti alla Commissione per rappresentare noi stessi», conclude il Comitato. «Siamo andati per rappresentare tutti i cittadini trapanesi».

E mentre l’organismo consiliare prosegue il proprio lavoro, fuori dalle stanze istituzionali rimane la parte più concreta della crisi: i rubinetti delle famiglie ancora chiuse, l’acqua da controllare e le autobotti che devono arrivare quando la rete non può farlo.