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05/08/2026 10:28:00

Trapani. Emergenza idrica, Codici Sicilia: "I cittadini chiedano i rimborsi al Comune"

L'emergenza idrica che sta interessando Trapani potrebbe avere conseguenze anche sul piano dei risarcimenti. 

A sostenerlo è l'avvocato Vincenzo Maltese, dirigente di Codici Sicilia, che invita cittadini e condomìni colpiti dal divieto di utilizzo dell'acqua potabile a tutelarsi in vista di un'eventuale richiesta di rimborso.

 

Secondo Maltese, chi sta subendo i disagi provocati dall'inquinamento della rete idrica dovrebbe inviare una Pec al Comune di Trapani, in qualità di gestore del servizio, per metterlo formalmente in mora. Inoltre, è consigliabile conservare tutta la documentazione relativa alle spese affrontate durante l'emergenza: dal trasporto dell'acqua allo svuotamento delle cisterne, dalla sanificazione degli impianti alla sostituzione dei filtri.

 

Una volta conclusa la fase emergenziale e revocata l'ordinanza sindacale n. 47 del 2026, spiega il dirigente di Codici Sicilia, sarà possibile chiedere il rimborso delle somme sostenute oppure la compensazione nella bolletta del servizio idrico, oltre agli eventuali indennizzi previsti dalla regolazione Arera per i disservizi.

 

A sostegno della propria tesi, Maltese richiama un precedente giudiziario. 

Nel 2016, in seguito all'inquinamento della rete idrica di via Villa San Giovanni, a Casa Santa, un condominio di Erice ottenne dal giudice l'annullamento delle fatture emesse da EAS, con un risparmio di circa 5 mila euro per i residenti.

 

L'avvocato punta poi il dito contro l'organizzazione del servizio idrico trapanese. "L'ufficio Acquedotto del Comune andrebbe completamente ripensato e riorganizzato, con personale dotato di competenze specifiche sulle norme del settore", afferma, chiedendo anche una revisione del Regolamento idrico e della Carta dei servizi, che definisce ormai superati e risalenti, secondo quanto riferisce, al 2008.

 

Maltese si sofferma infine anche sulla situazione di Erice, dove restano criticità nelle zone di via Pola e Pizzolungo che ha denunciato in qualità di consigliere comunale di opposizione.

Nonostante gli interventi effettuati, spiega, diverse abitazioni continuano a non ricevere acqua o ad averla solo per poche ore al giorno. 

Sono inoltre attesi gli esiti delle analisi batteriologiche richieste su campioni prelevati. 

 

Al di là dei risultati, osserva, l'acqua continua a presentare una colorazione giallastra che, a suo giudizio, non rispetta gli standard qualitativi previsti dalla normativa.

 

Sul fronte delle responsabilità, però, la situazione ericina è più complessa. 

A differenza di Trapani, infatti, nel Comune di Erice non esiste un gestore idrico unico: l'approvvigionamento dipende da Siciliacque per la grande adduzione dalla diga Garcia, con competenze distribuite che rendono più articolata l'individuazione delle responsabilità e delle tutele giuridiche per gli utenti.