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10/03/2026 06:00:00

Trapani, la stagione dei tribunali: altri 5 punti di penalizzazione e un futuro in bilico

La stagione del Trapani Calcio continua a essere segnata più dalle sentenze che dal campo. Ieri, 9 marzo, il Tribunale Federale Nazionale della FIGC ha inflitto alla società granata altri 5 punti di penalizzazione, oltre a un’ammenda da 1.500 euro, per violazioni amministrative legate ai pagamenti fiscali e contributivi.

 

La decisione arriva dopo settimane di attesa e tensione: nei giorni precedenti si era parlato anche di una possibile esclusione dal campionato di Serie C, ipotesi che però non si è concretizzata. Il Trapani continuerà quindi a disputare la stagione, ma con una classifica sempre più appesantita.

 

Da squadra playoff a lotta per la salvezza

 

Il nuovo provvedimento cambia ancora una volta la geografia della classifica del girone C di Serie C. Il Trapani era già partito con un handicap pesantissimo: 15 punti di penalizzazione complessivi accumulati negli ultimi mesi. Con il -5 deciso domenica la penalità totale sale a 20 punti.

Un peso enorme per una squadra che, paradossalmente, sul campo aveva fatto molto meglio. Senza le penalizzazioni il Trapani sarebbe oggi nono in classifica, in piena corsa per i playoff e quindi per un eventuale salto in Serie B.

Con la nuova penalizzazione invece i granata scivolano al penultimo posto, davanti solo al Foggia.

 

La classifica aggiornata del girone C

 

Benevento 73
Catania 60*
Cosenza 56
Salernitana 54
Crotone 51
Casertana 49*
Audace Cerignola 45*
Monopoli 44*
Potenza 40
Casarano 40*
Team Altamura 40
Atalanta U23 35*
Cavese 34
Sorrento 33
Latina 32
AZ Picerno 31
Giugliano 28
Siracusa 24
Trapani 23
Foggia 22

(*con una partita da giocare)

Insomma, la stagione che era partita con ambizioni importanti si è trasformata in una lotta per la sopravvivenza sportiva.

 

Le penalizzazioni: come si è arrivati a -20

 

La vicenda nasce da una serie di irregolarità amministrative contestate alla società granata.

Il primo colpo era arrivato lo scorso maggio, quando il Trapani era stato penalizzato di 8 punti per il mancato pagamento nei termini delle ritenute IRPEF e dei contributi INPS relativi ai tesserati.

A gennaio era arrivata una seconda stangata: altri 7 punti di penalizzazione, sempre per problemi legati ai pagamenti fiscali e contributivi e per il ritardo nel pagamento degli stipendi di luglio e agosto 2025.

Nel frattempo sono emerse altre contestazioni: secondo la Procura Federale, alcuni pagamenti sarebbero stati effettuati tramite conti correnti non intestati alla società, ma riconducibili a soggetti diversi, tra cui il socio Sport Invest e lo stesso presidente.

Infine, nei giorni scorsi, il club è stato nuovamente deferito per il mancato rispetto di ulteriori scadenze fiscali e contributive.

Il risultato è la decisione del Tribunale Federale Nazionale del 9 marzo, che ha portato la penalizzazione complessiva a 20 punti.

 

Le sanzioni ai dirigenti

 

La sentenza non riguarda solo la società. Il Tribunale ha inflitto sei mesi di inibizione e 1.000 euro di ammenda al presidente Valerio Antonini, ai procuratori Vito Giacalone e Andrea Oddo.

 

Negli ultimi mesi Antonini era già stato al centro di altri procedimenti disciplinari. Lo scorso 5 marzo, ad esempio, era stato multato con 8.000 euro per alcune dichiarazioni molto dure contro la giustizia sportiva, definita in un post social «una pagliacciata senza precedenti». Anche il club era stato sanzionato con 8.000 euro per responsabilità diretta.

 

Antonini: “Sono scioccato”

 

Il presidente del Trapani ha commentato la decisione con un video pubblicato sui social.

«È arrivata la sentenza del Tribunale Federale che, come era prevedibile, non ha escluso il Trapani dal campionato ma ha comminato altri cinque punti di penalità per la vicenda legata all’Agenzia delle Entrate, nonostante la sospensiva della Corte di Giustizia Tributaria», ha detto.

Antonini ha parlato apertamente di sorpresa per la decisione:

«Sono sinceramente scioccato».

Ma allo stesso tempo ha sottolineato l’aspetto che considera più importante:

«La cosa fondamentale era che la squadra non venisse estromessa. Lotteremo fino in fondo per ottenere la salvezza sul campo e riavere i punti sottratti nelle sedi preposte».

 

Una città divisa

 

Mentre la battaglia legale prosegue, il clima attorno al Trapani è diventato sempre più teso.

Negli ultimi mesi la Curva Nord ha rotto con la proprietà e ha annunciato la decisione di non entrare allo stadio, accusando Antonini di promesse non mantenute e di una gestione che ha portato il club nel caos.

Il risultato è uno stadio sempre più vuoto e un ambiente profondamente diviso tra chi difende il presidente e chi ne chiede apertamente le dimissioni.

 

Una società storica in difficoltà

 

Il Football Club Trapani 1905 è una delle società storiche del calcio siciliano: è infatti la terza squadra più antica dell’isola.

Nel 2023, dopo una lunga trattativa, il club era stato acquistato dall’imprenditore romano Valerio Antonini, anche proprietario della squadra di basket cittadina Trapani Shark e dell’emittente televisiva locale Telesud.

L’arrivo di Antonini aveva portato entusiasmo e investimenti, ma anche polemiche e scontri sempre più frequenti con tifosi e istituzioni sportive.

 

Il finale di stagione

 

Adesso il Trapani deve fare i conti con la realtà: una classifica durissima, una penalizzazione pesantissima e un ambiente fragile.

Sul campo, però, la squadra continua a giocare. E con ancora diverse partite davanti, l’obiettivo diventa uno solo: salvare la categoria.

Una missione complicata, ma non impossibile. Anche perché, almeno per ora, il Trapani resta dentro il campionato. E nel calcio – soprattutto in Serie C – può succedere ancora di tutto.