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09/10/2026 09:52:00

Trapani, Pef e Tari, Mazzeo apre al nuovo Consiglio: «Pronti a riconvocarlo anche domani»

Dopo la bocciatura del 5 ottobre, il presidente del Consiglio comunale si dice disponibile a riportare la questione in Aula anche con una proposta identica, purché formalmente ripresentata. Sullo squilibrio di 900 mila euro, Alberto Mazzeo chiarisce come sia «Necessario chiarirne le cause».

 

La partita sul Pef dei rifiuti e sulle tariffe Tari può ripartire dunque già nelle prossime ore. 

Il presidente del Consiglio comunale di Trapani, Alberto Mazzeo, apre alla possibilità di una nuova seduta anche già domani, a condizione che l’amministrazione trasmetta una nuova proposta deliberativa, formalmente ripresentata con una nuova numerazione. È quanto emerge dal comunicato diffuso dal Presidente del consiglio al termine della conferenza dei capigruppo, conclusasi nel tardo pomeriggio dell’8 ottobre.

 

All’incontro erano presenti la segretaria generale, la dottoressa Gabriele, gli assessori Abbruscato e La Porta, delegati dal sindaco Giacomo Tranchida, e il dirigente del settore Tributi, Giuseppe Petrusa. Al centro del confronto, le criticità relative al Piano economico finanziario del servizio rifiuti, alle tariffe Tari e agli equilibri di bilancio.

La disponibilità di Mazzeo arriva dopo la richiesta di Tranchida di tornare in Consiglio per ridiscutere gli atti, bocciati il 5 ottobre con 12 voti contrari e 9 favorevoli.

 

Il nodo dei 900 mila euro

  Secondo Mazzeo lo squilibrio finanziario di circa 900 mila euro non sarebbe riconducibile al gettito Tari, ma all’incremento dei costi del percolato e di altre componenti del servizio di igiene ambientale.

 

Il presidente richiama quindi una circostanza che ritiene meritevole di approfondimento: «È significativo osservare che al 31 luglio scorso gli equilibri di bilancio risultavano sussistenti, mentre oggi viene rappresentata una situazione di squilibrio. Una circostanza che impone un’attenta valutazione delle effettive cause».

 

Il tema si intreccia con il documento del 6 ottobre del Collegio dei Revisori dei Conti, che ha segnalato i rischi derivanti dalla mancata approvazione del Pef 2026-2029 e delle tariffe Tari, chiedendo agli uffici di quantificare lo squilibrio e individuare le possibili coperture. I Revisori hanno inoltre richiamato il rischio di responsabilità contabili e danno erariale in caso di inerzia.

 

Mazzeo: nessuna preclusione

Sul piano procedurale, il presidente chiarisce la propria posizione: «La Presidenza, nel pieno rispetto dell’autonomia e della libera determinazione del Consiglio comunale, ribadisce la propria disponibilità a sottoporre nuovamente la questione all’Aula, anche qualora pervenisse già domani una nuova proposta deliberativa, pur di contenuto identico alla precedente, formalmente ripresentata con nuova numerazione e nel rispetto delle disposizioni regolamentari».

Mazzeo aggiunge che «non vi è alcuna preclusione» e che, ricorrendone i presupposti, è pronto a procedere con carattere di straordinarietà e urgenza, garantendo a tutti i consiglieri la libertà di espressione e di voto.

La decisione finale spetterà dunque al Consiglio, chiamato a esprimersi nuovamente dopo la bocciatura.

 

La partita resta aperta

La vicenda coinvolge anche la vertenza Formula Ambiente, con lo sciopero dei lavoratori confermato per il 13 ottobre. La mancata approvazione del Pef ha alimentato lo scontro tra amministrazione e opposizione, mentre resta da chiarire come garantire la copertura dei costi del servizio.

Adesso la palla torna all’amministrazione Tranchida: se la nuova proposta arriverà nelle prossime ore, il Consiglio potrebbe essere riconvocato in via straordinaria. Resta da capire se il testo sarà identico al precedente e se esisteranno le condizioni per un esito diverso dal voto del 5 ottobre.

Prima del nuovo passaggio in Aula, il nodo centrale resta quello dei 900 mila euro: capire da dove deriva lo squilibrio e quali misure siano necessarie per garantire gli equilibri finanziari del Comune.