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22/03/2026 06:00:00

Valderice, i bambini ricordano le vittime di mafia: “La primavera non si ferma” 

Una festa, ma soprattutto un momento di memoria. Alla pineta comunale di Valderice la “Festa di Primavera” si è trasformata in una giornata intensa, carica di emozione e significato, dedicata ai bambini uccisi dalla mafia. Non solo un evento ludico, ma un messaggio chiaro: la primavera, come la speranza, non si può fermare.

 

Protagonisti sono stati i più piccoli, gli alunni delle scuole elementari, con un grande cartellone bianco che riportava una frase potente: “Potranno tagliare tutti i fiori, ma non fermeranno mai la primavera”. Un’immagine simbolica, semplice ma fortissima, che racchiude il senso della giornata.

 

E dietro quelle parole c’è una storia che a Trapani nessuno può dimenticare. Il 2 aprile 1985, a Pizzolungo, un’autobomba piazzata dalla mafia per uccidere il magistrato Carlo Palermo esplose al passaggio di un’auto. A bordo c’erano Barbara Rizzo e i suoi figli gemelli, Salvatore e Giuseppe Asta, di appena sei anni. Morirono sul colpo. Il magistrato si salvò, ma quella strage innocente segnò per sempre questo territorio. È da lì che nasce il bisogno, oggi, di parlare ai più giovani, di spiegare che la mafia ha colpito anche i bambini.

 

A rendere ancora più intensa la giornata è stata la testimonianza della coordinatrice Vita Polisano, visibilmente provata: “Sono particolarmente emozionata… proprio oggi tanti anni fa ero in questa pineta con i bambini Asta. Facevano parte della mia famiglia. Siamo venuti qui perché dovevano divertirsi, stare un po’ tranquilli…”.
 

Poi la voce si spezza, il ricordo diventa troppo forte: “Voglio solo ringraziare tutti… io adesso me ne vado perché non mi sento più in piedi”. Parole che restituiscono la dimensione umana di una tragedia che non è solo storia, ma memoria viva. 

 

Nel corso della mattinata sono intervenute anche le istituzioni. La presidente del Tribunale di Trapani, Alessandra Camassa, ha sottolineato come la giustizia arrivi sempre dopo, mentre il lavoro delle associazioni e della scuola agisce prima: “Voi arrivate molto prima… ci date la possibilità di una diversità rispetto a quello che è stato il passato”.


 

Un passaggio importante, in cui richiama anche la necessità di costruire alternative concrete per i giovani, indicando nello sport uno strumento fondamentale di crescita.

Sulla stessa linea l’ex magistrato Dino Petralia, che ha legato il senso della giornata alla legalità: “Dove c’è legalità c’è sport, c’è ambiente, c’è giustizia e c’è vita”. E guardando i ragazzi con il loro striscione ha parlato di “un inno di gioia”, nato proprio in un luogo che porta ancora i segni di una storia difficile. 

 

Anche il sindaco Francesco Stabile, ha richiamato il valore della memoria come impegno quotidiano: “La mafia ha ucciso bambini, dobbiamo sfatare questo mito. È un dovere morale, etico e civile contrastare questi fenomeni con i nostri comportamenti quotidiani”. E poi quel passaggio che resta: “C’è un raggio di sole che deve illuminare le nostre coscienze”.

 

La giornata si è poi aperta alle attività sportive e ricreative, nel segno di tre parole chiave: giustizia, sport, ambiente. Un equilibrio che racconta bene il senso dell’iniziativa: educare, coinvolgere, costruire comunità.