Cinque anni vissuti a metà: ben tre dei quali passati in cura all’ospedale S. Matteo di Pavia. A fargli compagnia, nel corso

delle sue giornate di terapia ospedaliere, non ci sono solo le cure amorevoli di mamma e papà: un catetere dentro la clavicola, per tre volte a settimana dalla mattina alla sera, non deve essere un piacevole compagno di gioco. Il domani per Mohamed, 5 anni, ha un’unica via: quella del trapianto di midollo osseo; la speranza invece, è quella di trovare un donatore compatibile. I suoi familiari, in ciò, non hanno potuto far niente per lui: non sono compatibili al 100%. E l’angoscia continua. Un’ansia da scacciare a tutti i costi, ma servono alleati per vincerla e allontanarla via, per sempre: serve un donatore, ma non uno qualsiasi, ci vuole quello giusto. Il piccolo è figlio di una coppia di tunisini ed anche il donatore deve essere dello stesso Paese d’origine. Il rischio è, altrimenti, quello di non trovare un donatore che possa aiutare Mohamed. Basta un piccolo gesto: un segno di solidarietà semplice ed indolore, ma non per questo meno grande o degno d’attenzione. Un piccolo prelievo di sangue è sufficiente a stabilire se vi possa essere affinità alla donazione. Nessuna difficoltà, nemmeno per il luogo, poiché l’Avis o qualsiasi ospedale possono fare il prelievo senza nessun esborso di danaro. Non c’è molto tempo, purtroppo, per tendere una mano a questo fratellino meno fortunato di noi. Uno stupido virus o qualche altro inconveniente ne può spezzare da un momento all’altro e per sempre, le flebili speranze. Aiutarlo non costa nulla, non servono soldi per le analisi ed è assolutamente, lo ripetiamo, privo di rischi e di sofferenza per chi volesse sottoporsi al prelievo del sangue. Con un piccolo segno di altruismo, si può dare linfa e speranza ad un grande amore.
Alessandro Accardo Palumbo
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