Auguri per il nuovo anno da Studio Vira
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Il nuovo piano di riordino della rete ospedaliera, firmato lo scorso 18 marzo, non ha poi di certo giovato alla situazione del nostro nosocomio: il piano ha infatti decretato un taglio dei posti letto (si parla della percentuale irrisoria di 1,4 posti letto disponibili per mille abitanti , percentuale che probabilmente comporterà un nuovo taglio del personale medico e paramedico per equilibrare il rapporto pazienti- medici), l’abolizione dei reparti di diabetologia, ematologia e chirurgia vascolare, oltre alla cancellazione di servizi importantissimi quali quello della pediatria notturna.
L’aggravante di questa situazione di grave stallo del nostro ospedale sta nel fatto che quasi tutte le grandi potenzialità di cui è stato dotato sono inutilizzate. Il nostro ospedale, viste le sue dimensioni e le attrezzature di cui è stato dotato, dovrebbe essere il capofila, il punto di riferimento, del distretto sanitario TP2 (quello di cui fanno parte i comuni di Castelvetrano, Mazara e appunto di Marsala). In realtà, però, gran parte dei reparti sono chiusi, diverse sale operatorie sono inutilizzate, il personale medico e paramedico è scarsissimo e il servizio è tutto altro che efficiente.
In tanti, sia politici che medici, hanno denunciato lo stato in cui versa il Paolo Borsellino, ma fino ad ora nulla è cambiato in positivo.
L’ultima denuncia arriva dal Presidente della Commissione Consiliare Politiche Sociali e Sanitarie, dott. Vincenzo Martinico, che ha inviato una lettera aperta al direttore dell’ASP di Trapani Fabrizio De Nicola per indurlo a risolvere al più presto questa grave urgenza.
“Stiamo assistendo a una vera e propria regressione dei servizi svolti dall’ospedale Paolo Borsellino”, così esordisce ai nostri microfoni il dott. Vincenzo Martinico. “E quando parlo di regressione dei servizi ospedalieri- continua- non mi riferisco soltanto al pronto soccorso, che è ormai risaputo avere liste di attesa lunghissime, ma soprattutto ad alcuni reparti essenziali del nostro nosocomio. La chirurgia, per esempio, è gestita da due soli medici e basta che uno dei due si ammali per bloccare tutta l’attività inerente alla chirurgia. Il servizio h24 della pediatria che, iniziato circa un anno fa nel mese di maggio, garantiva l’assistenza continuativa ai piccoli pazienti dalle ore 20, 00 alle ore 8,00 del mattino, è stato sospeso. Medici e paramedici lamentano inoltre la carenza di personale nell’UTIC, l’Unità di Terapia Intensiva Cardiologica che si occupa della cura dei pazienti affetti da infarto del miocardio. Proprio per carenza del personale, i pazienti dell’UTIC sono stati spostati nel reparto della normale cardiologia. Ancora, il reparto di ginecologia non garantisce più il servizio h24 con reperibilità. La situazione è quindi piuttosto grave: stiamo assistendo a un depotenziamento di quelle che sono le branche essenziali indispensabili per un ospedale comunitario. Il nostro ospedale è in piena paralisi e bisogna fare qualcosa”.
Cosa intendete fare? Come Presidente della Commissione Politiche Sociali, potrebbe farsi lei intestatario, oltre che portavoce, di una forma di protesta?
“La mia protesta è già cominciata con la lettera indirizzata al Direttore dell’ASP di Trapani Fabrizio De Nicola al fine di sensibilizzarlo alla situazione in cui versa il nostro nosocomio. In Commissione stiamo valutando poi la possibilità e la necessità di una mobilitazione generale affinché ci vengano date delle risposte concrete più velocemente. In più, diverse petizioni stanno facendo il giro della città per raccogliere più firme possibili dei cittadini marsalesi: presto saranno pronte e inviate ai vertici”.
Una domanda nasce spontanea: non erano forse prevedibili questi problemi?
Non si doveva pensare a una logistica interna prima di inaugurare il nuovo ospedale?
“Purtroppo la grave situazione in cui versa il nostro ospedale non è l’unica in tutta la Sicilia. Anzi, credo proprio che questa situazione di carenza del personale medico e paramedico si ripercuota un po’ in tutta la Sicilia. Per problemi economici, infatti, la regione Sicilia continua ad attuare tagli al personale. C’è un problema di mancata assunzione del personale che, probabilmente, dovrebbe partire nel mese di maggio. In più, si è creata una situazione paradossale in cui nemmeno i vecchi incarichi vengono rinnovati… Il fatto che la nostra situazione sia simile a quelli di altri ospedali della Sicilia, non ci rende però esenti dal lamentarci e dal fare qualcosa affinché la situazione attuale cambi al più presto. Al contrario, dobbiamo tutti insieme, indipendentemente dai colori politici, manifestare per ottenere ciò che ci spetta per legge, il diritto alla salute, che in questo momento non ci viene assicurato”.
Pamela Giampino
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