26/02/2011 15:44:35

"Il cigno nero" di Darren Aronofsky

il regista americano indaga ancora una volta sul corpo come ‘luogo dell’anima’. Ma se in quello il corpo di un lottatore – Mickey Rourke – diveniva mezzo di rinascita e di riscatto morale, in questo il corpo della danzatrice diventa campo di ricerca della perfezione artistica.

Nina (Natalie Portman) frequenta una famosa scuola di ballo di New York diretta dal coreografo e regista Thomas Leroy, il sempre bravo Vincent Cassel. Quando Leroy la sceglierà per interpretare “Il lago dei cigni” di Caikovsky, licenziando la prima ballerina Beth Macyntire – una ritrovata Winona Ryder –, Nina dovrà mettercela tutta per interpretare al meglio sia la parte di Odette (il cigno bianco, incarnazione dell’amore puro), sia la rivale in amore Odile (il cigno nero). Nina eccellente nel primo ruolo, inizierà un processo di metamorfosi popolato di incubi e ossessioni per calarsi anche nell’antitetica figura del cigno nero che in qualche modo si invera nell’antagonista Lily – l'attrice Mila Kunis (piccola curiosità: è la doppiatrice di Meg de “I Griffin”) – con la quale instaura un rapporto di ambigua competizione mista a un’attrazione morbosa.

Lo si potrebbe definire il lato oscuro di Scarpette Rosse – il capolavoro di M. Powell (1948) –, la rappresentazione del male più nascosto che alberga in noi, un viaggio nelle distorsioni della psiche umana che costringerà la protagonista a gesti di autolesionismo e a vedere la sua immagine sdoppiarsi in quella che si rivelerà la sua peggior nemica, ovvero se stessa.

Candidato a cinque Oscar tra cui miglior film, miglior fotografia (superbo il lavoro di Matthew Libatique) e miglior attrice protagonista (la Portman, ricordiamo, ha già meritatamente vinto il Golden Globe per questo ruolo), anche se alla Mostra di Venezia ha diviso sia il pubblico che la critica, “Il cigno nero” coinvolge emotivamente lo spettatore in un vortice angoscioso dove non si comprende fino in fondo se quello a cui si sta assistendo sia realtà o frutto della mente. Una sorta di horror più cerebrale e visionario. Un film sicuramente da vedere.

Frase: "L'unico vero ostacolo al tuo successo sei tu: liberati da te stessa. Perditi, Nina".

Voto: 8/10

Gianfranco Manzo