09/05/2012 08:39:41

Ci scrive Andrea Genco sul "suo" Trapani

E scrivo. Scrivo per esprimere e condividere un sentimento di indignazione, rabbia e delusione. Ma scrivo , soprattutto, per proporre un appello di responsabilità e crescita da parte di tutti i sostenitori granata.

Quello che ho visto oggi mi ha davvero disgustato. Disgustato da alcuni tifosi, mi riferisco a gran parte della curva Nord trapanese, che, a questo punto della stagione, ha avuto il coraggio di contestare una squadra, dei ragazzi, che ci stanno ancora facendo vivere un sogno. Disgustato dalla loro incoerenza, disgustato dalla loro incapacità di stringersi attorno al gruppo nei momenti di difficoltà, disgustato dalle loro manie di protagonismo. 
Sento cantare, sento dire "nella gioia e nel dolore, forza Trapani eterno amore"; sento criticare i tifosi occasionali, quando, parliamoci chiaro, la curva granata, oggi, non è che sia stata un bell'esempio. Non si sostiene una squadra solo quando le cose vanno bene, quando si vince o quando si è primi. E non portatemi esempi come l'applauso dopo la sconfitta contro il Siracusa o contro il Portogruaro, avrei voluto vedere se queste sconfitte fossero state decisive per un eventuale sorpasso spezino o aretuseo. Ormai andare in curva sta diventando una moda per qualche idiota, che non avendo nulla da fare la Domenica pomeriggio, si reca lì. Devo dire, però, che sono particolarmente talentuosi quando c'è da fare show, quando c'è da stare al centro dell'attenzione. Ma bravissimi, ve lo garantisco io. Se la squadra vince e va bene, già tutti a piazza Vittorio a cantare, per farsi vedere, cosicchè tutti sappiano che sono un fiero sostenitore della squadra. Quando, invece, come è successo oggi, le cose vanno male, subito ci si reca in massa a contestare la squadra appena dopo la partita, quasi ad apparire un moto rivoluzionario settecentesco. Già, la massa, quanto la detesto. Un mio caro professore dice sempre: "Diffidate dalle masse, soprattutto da quelle di ignoranti". E gli Ultras trapanesi lo sono, sono dei grandi ignoranti, inutile dire il contrario. Sembrano quasi un bizzarro gregge di pecore parlanti (non so fino a che punto), che, guidati dal proprio rappresentante, una specie di pastore, cammina sempre compatto col solo intento di rendere il tifoso protagonista anche fuori dal campo. E se provi a ragionare con loro, se ne usciranno solo con qualche frase banale o parlando sempre per sentito dire: le solite chiaccere da bar, insomma.
Detto questo, signori, avremmo davvero meritato di ottenere questa benedetta promozione in serie B con questo pubblico? Sappiate che, essendo stato, nel mio piccolo, anch'io un calciatore, posso dire tranquillamente che i tifosi sono per davvero il dodicesimo uomo in campo. Nel bene e nel male. Non è la squadra che trasmette i propri stati d'animo al tifoso, bensì il contrario. E allora vi chiedo: Come possiamo definire un tifoso che, già a sei giornate dalla fine del campionato, esulta come se lo avesse già vinto? Un illuso. E come possiamo definirlo un tifoso che, perso il campionato, è già pronto a dare fuoco alla squadra? Un coglione. 
Prima ancora di essere pronta la squadra per la promozione, lo deve essere il tifoso. E Trapani, ahimè, non ha una tifoseria seria, pronta a compiere questo passo importante.

Lo ripeterò all’infinito, onore a questa squadra, onore al nostro Presidente, onore alla dirigenza, onore a mister Boscaglia, onore a questi ragazzi. Sappiate che Trapani vi sosterrà sempre.

-Andrea Genco