Auguri per il nuovo anno da Studio Vira
Il 2025 è stato un anno ricco di sfide e opportunità, affrontate grazie alla fiducia di clienti e partner e al lavoro di una squadra in costante crescita. Il team di Studio Vira si è ampliato ulteriormente,...
Tutto faceva brodo in quel di Campobello di Mazara circa due anni fa, ogni piccolo gesto pubblico di richiamo all’antimafia veniva sponsorizzato da Caravà e dalla sua amministrazione come un evento pubblicitario da non perdere. Nel privato però la musica cambiava e i magistrati della D.D.A. di Palermo che oggi hanno portato a processo Caravà per associazione mafiosa scrivono nell’ordinanza di arresto del dicembre 2011:
“Emergeva, quindi, la “doppia faccia” del sindaco CARAVÀ: quest'ultimo, in buona sostanza, se da un lato, nella sua veste di “uomo pubblico”, si presentava come un vero e proprio paladino degli irrinunciabili valori della legalità e della lotta antimafia, dall'altro, ben conscio dei suoi inderogabili doveri di associato, faceva giungere ai vertici della consorteria le proprie scuse per le espressioni usate contro il sodalizio mafioso nelle occasioni ufficiali”.
E le scuse che Caravà porgeva erano date ai familiari del capo mafia Campobellese Nunzio Spezia, proprietario di quell’immobile prima che lo stato glie lo confiscasse, perché durante l’inaugurazione della sezione dell’Associazione Volontari Italiani del Sangue, Caravà aveva utilizzato parole poco gradite alla coserteria mafiosa campobellese.
Proprio quell’immobile sito in Via CB fu dato in comodato d’uso (per il solo primo piano) dall’amministrazione Caravà che con tanto di cerimoniale, come da tradizione, al seguito inaugurava un “centro di ascolto e prevenzioni malattie tumorali” gestito dall’Associazione “Soccorso Cave di Cusa”. Ad oggi non si conoscono quali cittadini campobellesi affetti da patologie tumorali siano stati ascoltati o quali attività di prevenzione sia stata fatta in quel bene, forse nessuna…ma di certo sarà servito quel bellissimo frigorifero inaugurato in pompa magna da Caravà e dal Presidente del Consiglio Castiglione per tenere al fresco qualche dolciume comprato per l’occasione.
La commissione straordinaria del Comune di Campobello di Mazara ha approvato una delibera, con la quale si è fatto l’inventario di tutti i beni confiscati alla mafia con documentazione fotografica allegata. Purtroppo nonostante alcuni di questi beni siano gestiti da associazioni e onlus, non risultano particolari attività sociali o ricreative rilevanti, pertanto si rischia di veder depauperare lo stato di conservazione degli stessi che spesso rimangono delle piccole “case vuote”. Una volta inventariate si dovrebbe procedere alla verifica dell’attuazione dei programmi per i quali questi beni immobili sono stati concessi dalle amministrazioni precedenti e se il caso revocare ogni affido. Crediamo si faccia buona informazione pubblicando l’elenco di questi beni e di chi lo gestisce… Per leggerlo, basta cliccare qui.
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