I fatti del 2025: le operazione antimafia e antidroga nel trapanese e in Sicilia
Tra i fatti di cronaca racconati da TP24 nel 2025 ci sono le diverse operazioni delle forze di polizia contro il traffico di droga e le organizzazioni mafiose nel territorio trapanese e siciliano. Dalle piazze di spaccio di Trapani e Marsala fino ai collegamenti con Palermo, la Calabria e la Campania, le inchieste raccontate da Tp24 hanno restituito l’immagine di un sistema criminale ancora vivo, capace di riorganizzarsi, ma anche colpito duramente da operazioni che ne hanno scardinato assetti, equilibri e leadership.
L’indagine, coordinata dalla Procura di Trapani, ha avuto origine dall’incendio di alcune auto nel settembre 2023 e si è sviluppata nell’arco di circa un anno, documentando un traffico costante e organizzato. A colpire gli investigatori è stata soprattutto la diffusione della cosiddetta “cocaina rosa”, una miscela di Mdma, ketamina e altre sostanze sintetiche, dal costo elevatissimo — fino a 400 euro al grammo — e dagli effetti altamente pericolosi. Una droga non solo destinata a un consumo elitario, ma simbolo di un mercato che nel Trapanese sta cambiando pelle, affiancando alle sostanze tradizionali nuove forme di stupefacente ad alto rischio.
Le cessioni avvenivano anche con consegne a domicilio, segno di una struttura flessibile e moderna, in grado di adattarsi alle esigenze della clientela. Hashish, marijuana, eroina e cocaina completavano un quadro di spaccio multiforme che collegava Xitta ad altre zone della città, come Milo e Fontanelle.
Le indagini hanno ricostruito la riorganizzazione del gruppo dopo l’inchiesta “Virgilio”, documentando approvvigionamenti, distribuzione e un sistema di recupero crediti basato su minacce ed estorsioni. Emblematico l’uso delle carte del reddito di cittadinanza come garanzia per i debiti di droga, una pratica che restituisce la dimensione sociale del fenomeno: lo spaccio che si nutre della marginalità e la rafforza.
Cosa Nostra e cocaina: Marsala e Mazara al centro del grande traffico
Il cuore giudiziario del 2025 è stato però il maxi procedimento che ha portato a27 arresti tra Marsala e Mazara del Vallo, svelando il legame strutturale tra traffico di droga e Cosa Nostra. Le indagini della Squadra Mobile di Trapani e del Commissariato di Marsala, coordinate dalla DDA di Palermo, hanno accertato l’esistenza di tre associazioni criminali distinte, tutte operative sotto il controllo della famiglia mafiosa di Marsala.
La cocaina non era solo una fonte di profitto, ma il pilastro economico del sodalizio mafioso. I vertici dei gruppi informavano regolarmente il reggente della famiglia, che riceveva una percentuale fissa sulle vendite. Un sistema collaudato, capace di garantire liquidità costante e di finanziare l’organizzazione mafiosa nel suo complesso.
Dall’allevatore marsalese che gestiva lo spaccio dalla Contrada Ciavolo, passando per la pescheria trasformata in crocevia dei traffici illeciti, fino all’ascesa del gruppo Dardo–Rallo, capace di accreditarsi presso la ‘ndrangheta calabrese e di importare carichi ingenti di cocaina dalla Locride, l’inchiesta ha mostrato un narcotraffico maturo, organizzato e violento, dove recupero crediti, armi e intimidazioni erano parte integrante del sistema.
Palermo–Mazara: l’asse della droga che alimentava il Trapanese
Mazara del Vallo emerge come terminale occidentale di questo sistema: un nodo di smistamento verso l’intera provincia di Trapani, con cautele sempre più sofisticate e una capacità di adattamento impressionante. Un traffico che generava centinaia di migliaia di euro al mese, parte dei quali destinati al sostentamento degli affiliati detenuti e al rafforzamento delle strutture criminali.
Belice e Partanna: la mafia degli affari e l’ombra di Messina Denaro
Tra gli indagati figura anche Giovanni Luppino, l’autista di Matteo Messina Denaro, accusato di aver tentato di estorcere denaro a un imprenditore per finanziare la latitanza del boss. L’inchiesta ha svelato un sistema di pressioni su appalti pubblici, assunzioni imposte e tentativi di controllo delle attività economiche, a dimostrazione di una mafia che continua a muoversi sul terreno degli affari.
Le operazioni del 2025 raccontano un territorio ancora attraversato da traffici illeciti, ma anche uno Stato che colpisce in profondità. Droga e mafia restano intrecciate, adattabili, capaci di sfruttare nuove rotte, nuove sostanze e nuovi strumenti. Ma il quadro che emerge dalle inchieste raccontate da Tp24 è anche quello di un sistema criminale sempre più esposto, intercettato, documentato e colpito.
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