15/07/2013 04:00:30

Voto di scambio ad Alcamo, chieste le dimissioni del Sindaco Bonventre

La vicenda riguarda - tanto per cambiare - Alcamo. Alle scorse elezioni amministrative molti voti sono stati "comprati". Siccome le elezioni furono vinte dall'attuale  sindaco Sebastiano Bonventre, con una coalizione di centrosinistra, su Niclo Solina, esponente del movimento Abc, per appena 39 voti di scarto, capite che a sdegnarsi sono in tanti. Sul “Fatto Quotidiano” sono stati pubblicati alcuni atti di un’inchiesta della Procura di Trapani. Le indagini  prendono spunto dall’esplosione della bomba carta all’entrata della segreteria di Nino Papania, allora senatore del Pd.  Papania, deponendo davanti ai magistrati, ha ricollegato l’azione dell’esplosione davanti la sua segreteria di “sconosciuti facinorosi appartenenti all’opposta fazione politica”. “Invece vi erano dinamiche riconducibili alla logica del voto di scambio che la sua stessa base elettorale, come poi le indagini riveleranno, vera e propria patologia della competizione elettorale che invelenisce il clima e ne altera la democrazia” è quello che scrive il sostituto procuratore Rosanna Penna. A raccontare agli investigatori i metodi di raccolta delle preferenze sono quattro soggetti, Leonardo e Giuseppe De Blasi, Leonardo Vicari e Giovanni Renda, tutti indagati per tentata estorsione nei confronti di Papania, intercettati proprio durante la campagna elettorale. I quattro si adoperano per raccogliere voti in favore di Sebastiano Bonventre, il candidato sostenuto dall’ex senatore del Pd. “Papania – scrive sempre il pm – si è avvalso durante la campagna elettorale di soggetti i cui metodi nella raccolta delle adesioni di voto presso la base elettorale, stando sempre al tenore delle conversazioni registrate, si sono rivelati essere improntati proprio alla alterazione delle regole del gioco, atteso che gli stessi in ambientale parlavano di somme di denaro consegnate o da consegnare ad elettori non meglio individuati e a numerose promesse di assunzione, asseritamente fatte dal senatore Papania e dai candidati alla carica di consigliere comunale della lista Bonventre”. Ogni voto era acquistato con 50 euro. In cambio dell’operato durante la campagna elettorale, il senatore avrebbe promesso assunzioni di massa all’Aimeri Ambiente, la società di smaltimento rifiuti che opera nella zona. Assunzioni che poi non sarebbero state più effettuate e da lì poi è maturata l’intimidazione alla segreteria di via Roma dell’ex senatore.

Il Movimento "Alcamo Bene Comune", adesso, chiede direttamente la testa di Bonventre:

Alcamo Bene Comune, già nella scorsa primavera, appena dopo la fine della campagna elettorale, conoscendo le inveterate “consuetudini” che hanno contraddistinto le elezioni ad Alcamo per anni (voti comprati con 50 euro, buoni benzina e promesse di assunzioni alla AIMERI), aveva deciso di fare ricorso, di chiedere il riconteggio delle schede e tutti gli accertamenti del caso nel tentativo di ridare la voce a chi non aveva potuto esprimerla liberamente nel seggio. I fatti emersi dalle indagini riportate dalla stampa sono corrispondenti alle nostre denunce, culminate con il ricorso al TAR: e cioè che ad Alcamo è stato messo in pratica fin dall'inizio un sistema capillare di controllo del voto. Oggi, appresa l'esistenza di indagini da parte di un altro organo dello Stato, chiederemo la revocazione della sentenza del CGA, perché venga finalmente accertata la verità.
Di fronte all’ennesima dimostrazione dell’irregolarità delle amministrative dello scorso maggio, ABC - Alcamo Bene Comune condanna fermamente questa amministrazione comunale, che continua a danneggiare l’intera collettività alcamese; essa è infatti espressione di un consenso corrotto, che ha fatto leva sullo stato di necessità e di indigenza di molti cittadini alcamesi. Lo scambio di voti, per chi facesse finta di dimenticarlo, è un reato penale, altamente offensivo della dignità di tutta la collettività, una collettività che tuttavia ha dimostrato, con coraggio e determinazione, di voler cambiare pagina ad Alcamo una volta per tutte.
In virtù di una sua storia personale ¬– indubbia a suo dire, ma che a questo punto non può non risultarci alquanto dubbia – il sindaco Sebastiano Bonventre sembra non voler tenere conto di essere stato eletto attraverso un meccanismo corrotto proprio da quel centro-sinistra che ha cercato, con il suo strapotere locale, e con un tentativo banale seppur riuscito, di riciclare la propria immagine per mezzo di un volto nuovo ma di pura facciata. “Campagna elettorale: se non vince Bonventre siamo morti” recita un sms tra l'ex Senatore Nino Papania ed uno dei suoi procacciatori di voti. Destano inoltre profonda inquietudine le gravissime parole, di chiaro sentore mafioso, rivolte contro il candidato sindaco avversario Niclo Solina, apostrofato con il termine “nuddu” e minacciato di morte: “Io ci vado a sparare. Lo sappiamo quello che dobbiamo fare, fuoco gli dobbiamo dare”.
I consiglieri Comunali di ABC e tutto il movimento chiedono che, vista la gravità delle notizie, il Sindaco si dimetta immediatamente. Il Dott. Bonventre non può più nascondersi dietro la propria storia personale, facendo finta di non sapere. D'altronde il fallimento di quest’amministrazione è sotto gli occhi di tutti, e non basta certo un raffazzonato rimpasto di giunta per risolvere i problemi che attanagliano Alcamo ormai da decenni. Insieme a lui, chiediamo che si dimettano anche il segretario generale Ricupati (che, ricordiamo, è già stato condannato in primo grado per abuso d'ufficio ed inspiegabilmente ancora ricopre le proprie funzioni) e il presidente del consiglio comunale Scibilia che, nonostante abbia recentemente chiesto scusa al giornalista insultato durante l'ultima seduta del consiglio comunale, ha dimostrato incontrovertibilmente la sua incapacità a ricoprire un ruolo istituzionale super partes.