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05/09/2013 06:57:00

Via al taglio dei tribunali. Chiudono in Sicilia le sedi staccate

 Il 13 settembre scattano i tagli degli uffici giudiziari. Il ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, ha detto di non essere disponibile a rinvii:

«E' una riforma epocale per recuperare efficienza. Ormai il disegno è stato studiato e calcolato con le stesse forze del ministero da un gruppo coordinato dal prof. Birritteri, senza consulenze esterne. Ci possono essere solo dei correttivi nei primi due anni di rodaggio, se ce ne fosse bisogno». Cesseranno di esistere 30 Tribunali (in Sicilia Nicosia, Modica e Mistretta), 30 Procure, 220 sezioni distaccate e 667 sedi di giudici di pace (che però avranno un bonus fino alla prossima primavera per consentire ai comuni di verificare se potranno farsi carico del mantenimento degli uffici). Saranno trasferiti 7.300 dipendenti amministrativi e oltre 2.700 magistrati (di cui 265 giudici e 112 pubblici ministeri delle 30 sedi prossime alla chiusura, circa 500 toghe ordinarie delle sezioni distaccate e 1.900 tra giudici onorari di Tribunale e viceprocuratori onorari). I risparmi calcolati dal ministero ammontano a regime a 80 milioni l'anno, cui vanno sommati i tagli di circa il 25% di spese per acqua, luce, gas, servizi di pulizia e di custodia. La commissione Giustizia del Senato alla fine di luglio ha dato il via libera con voto unanime di Pdl, Pd, Scelta civica e M5S a un ddl di rinvio di un anno della riforma. Il provvedimento per ovvi motivi di tempo non potrà essere varato prima del 13 settembre. Ma all'inizio di agosto, in occasione del voto sul decreto del Fare, il Senato ha approvato un ordine del giorno, anch'esso bipartisan, che impegna il governo a correggere la riforma prima del 13 settembre. Nonostante i fuochi di sbarramento, la riforma partirà lo stesso, perché la vuole in primis il presidente della Repubblica. A dare ulteriore impulso alla decisione di andare avanti è stata anche la Corte costituzionale che il mese scorso ha respinto decine di ricorsi contro il taglio dei cosiddetti «Tribunalini». L'unica sede salvata dalla Consulta è stata quella di Urbino, per il resto i giudici costituzionali sono stati categorici: «La nuova geografia non comporta alcun impedimento, né limitazione, anzi garantirà una giustizia complessivamente più efficace». Da parte sua il ministro Cancellieri ha dichiarato che non saranno aboliti i Tribunali che si trovano in zone ad alta densità mafiosa.
Nella circoscrizione del Tribunale di Marsala la riforma comporta il taglio delle sedi staccate di Castelvetrano e Mazara. Una gran scomodità, certo, per gli avvocati del Belice e di Mazara, che dovranno venire a Marsala per le udienze. Ed è un disagio che si aggiunge alla chiusura del carcere di Marsala, che comporta trasferimenti di detenuti e di avvocati da e per l’istituto di Trapani - San Giuliano. Una curiosità: un anno fa il più strenuo difensore dell’opportunità di conservare la sede staccata del tribunale a Castelvetano era stato l’allora consigliere provinciale del Pdl Santo Sacco, sindacalista di Castelvetrano. In una lettera inviata, tra gli altri, anche al Presidente della Repubblica, Sacco scriveva: «Il mantenimento del tribunale di Castelvetrano rappresenta un forte segnale di presenza di legalità nel territorio e di lotta alla mafia, motivo per il quale è stato salvato il Tribunale di Sciacca La soppressione di questo importante presidio di legalità – conclude – lancia alla criminalità organizzata un segnale di debolezza da parte dello Stato e potrebbe favorire il potere mafioso da tempo consolidato a Castelvetrano». Della materia Sacco era molto esperto. E’ stato infatti arrestato lo scorso Dicembre nell’ambito dell’operazione antimafia “Mandamento”...Santo Sacco sarebbe stato a disposizione della mafia, consentendo a Matteo Messina Denaro di controllare e gestire numerose iniziative imprenditoriali per la realizzazione di impianti eolici e fotovoltaici, ma anche sostenendo le famiglie dei mafiosi in carcere, attraverso le fittizie intestazioni dei beni.
Ha tentato di salvare in estremis la sede staccata di Castelvetano anche la senatrice del Pd Pamela Orrù, che ha proposto, in un’interpellanza, di accorpare le sezioni distaccate di Castelvetrano e Partanna, (ricomprendendo, i comuni di Castelvetrano, Campobello di Mazara, Partanna, Santa Ninfa, Gibellina, Salaparuta e Poggioreale, ed eventualmente anche Mazara del Vallo, Salemi e Vita), andando a creare “un importante polo giudiziario, comprendente anche l’Ufficio del Giudice di Pace, che il Comune di Castelvetrano – ha evidenziato la senatrice Orrù - si è impegnato a mantenere anche con proprie risorse, con un rilevante bacino di utenza (oltre 70.000 abitanti senza considerare Mazara del Vallo, Salemi e Vita, oltre 140.000 con queste ultime) ed un carico di lavoro pari, se non superiore, all’attuale sede centrale”.