30/12/2013 10:12:00

Sorridere lottare e riparare. Gli auguri di Don Francesco Fiorino

Abbiamo avuto il dono di vivere altri 365 giorni. Ognuno con le sue gioie e le sue fatiche. Volevo con semplicità rivolgere i miei auguri personali alle persone che conosco ed alle donne e agli uomini di buona volontà (e a quelli che si sentono lontani da Dio e dalla Chiesa, a quelli che sono sfiduciati e agli indifferenti). Lo faccio con i tre "verbi" che ritengo tra i più importanti della nostra esistenza. Personalmente sono quelli che mi hanno “segnato” e cambiato: sorridere, lottare e riparare.

1° Abbiamo bisogno di sorridere come fa Dio con ciascuno di noi

“O cuore mio, non staccarti dal sorriso del tuo Dio, non errare lontano da lui! Colui che veglia sugli uccelli, sulle bestie e sugli insetti, colui che ha preso cura di te quand'eri ancora nel seno di tua madre, non ti custodirà ora che ne sei uscito?” (Kabir, poeta mistico indiano, vissuto nel XV sec.)

Ho imparato fin dall’infanzia a sorridere nella certezza che Dio ha non solo un volto paterno ma anche materno e sorride e non abbandona mai il figlio che ha generato. «Quando ci accostiamo con tenerezza a coloro che sono bisognosi di cure, portiamo la speranza e il sorriso di Dio nelle contraddizioni del mondo.» Lo scrive Papa Francesco nel messaggio per la XXII Giornata mondiale del malato, che si celebra l’11 febbraio 2014.

Sorridere ci dona un senso di serenità, di luminosità, di bellezza. Sorridere - è stato provato dalla scienza – fa bene anche alla salute. Dobbiamo davvero imparare a sorridere sempre. Leggiamo con attenzione il bel testo di Gianni Fanzolato che qui allego:

Ogni volta nasce un bimbo,
non importa il colore,
ebreo, cristiano, indù o musulmano,
Dio sorride dall'alto di gioia nel cuore.

Sorride quando sulla terra
Due cuori si incontrano
E sfidando l'egoismo
Si giurano amore eterno
E diventano riflesso sulla terra
Del Dio che è trino, ma uno per l'amore.

Come sorride Dio quando quaggiù
C'è qualcuno che offre il suo dolore,
sorride a quella donna ammalata,
a quel figlio schiavo della droga,
a quel padre stanco e senza lavoro,
ma fiducioso che Dio è Provvidenza.

Ogni volta qualcuno si stringe la mano,
si perdona di cuore, si fa la pace vera,
c'è un uomo che porta speranza,
e un altro che semina la gioia,
Dio dall'alto acconsente e sorride.

Ma Dio sorride anche quando
ci vede troppo indaffarati,
sempre di corsa, con l'ansia nel cuore
eternamente insoddisfatti e alla ricerca.
Dio ci sussurra piano all'orecchio:
"Tranquilli" e stringendoci, ci sorride.

Come ride di gusto Dio
Sulle nostre manie,
sulla mode che passano,
sui cultori dell'effimero,
come sorride
sui soldi accumulati e i cuori ingombri,
sulle storie strappalacrime e inventate,
sui concorsi di bellezza e gli idoli e stravaganze.
Sorride perché sa che tutto si riduce in polvere.

Quante volte trattiene il sorriso
e scoppia in lacrime
sugli orrori, i massacri e le vendette,
sui bambini deturpati e gli anziani abbandonati,
sull'uomo che perde la dignità
e distrugge i valori.

Ma poi, guardando quaggiù
si ricorda che siamo suoi figli
e chiudendo un occhio per amore
continua a sorriderci e la vita non finisce,
perché in fondo è l'uomo il vero sorriso di Dio.

2° Abbiamo bisogno di lottare per tutto il tempo della vita

Continuo a credere, ispirato e animato dal Vangelo, che ogni persona ha in sé un seme di bontà e che vale la pena lottare per un mondo migliore. Non si può vivere in pienezza senza lottare. Naturalmente si lotta per il bene possibile senza violenza, senza offendere, senza violare la libertà e la dignità di ogni persona. Invece apatia, rassegnazione, indifferenza, vittimismo, scoraggiamento ci conducono ad annullare le nostre energie mentali e spirituali. Mi ritrovo completamente in questa significativa e attuale “Confessione di fede della Chiesa del Sud-Africa”:

“Noi crediamo in Dio, il Padre che ha creato il mondo intero e che riunirà tutte le cose in Cristo. Egli vuole che tutti gli uomini vivano insieme come fratelli in un'unica famiglia.

Noi crediamo in Dio, il Figlio che si è fatto uomo, ed è morto ed è risorto nella gloria, riconciliando il mondo intero con Dio, abbattendo tutti i muri che separano gli uomini, tutte le barriere di religione, di classe, di razza, di cultura al fine di creare una umanità unita. Egli è l'unico Signore che ha autorità su tutto. Egli chiama ciascun uomo e la società, la chiesa e la comunità umana, alla riconciliazione, all'unità, alla giustizia, alla libertà.

Noi crediamo in Dio, lo Spirito che è promessa del Regno che viene, che ci dà il potere di annunciare il Vangelo di Cristo e il suo perdono per gli uomini e i popoli, di amare e di servire ogni creatura, di lottare per la giustizia e per la pace, e di chiamare il mondo intero a riconoscere, qui e ora, il Regno di Dio.”

3° Abbiamo bisogno di riparare al male compiuto e al bene che non abbiamo realizzato

E' più facile ferire che riparare dopo. Prevenire è meglio di curare. Il male è più facile a compiersi. Il bene richiede impegno e costanza. Dobbiamo scegliere da che parte stare. I giorni che il Signore ci dona di vivere devono servire soprattutto per riparare il male fatto. Dalle maldicenze a tutte le azioni offensive contro le persone. Ma dobbiamo riparare alle diverse occasioni avute di far del bene agli altri (omissioni) che non abbiamo eseguito concretamente. Per concludere meditiamo questo breve racconto: “A una donna che si accusava di frequenti maldicenze, San Filippo Neri domandò: "Vi capita proprio spesso di sparlare così del prossimo?". “Molto spesso, Padre", rispose la donna.
"Figliola, il vostro errore è grande. E' necessario che ne facciate penitenza. Ecco cosa farete: uccidete una gallina e portatemela subito, spennandola lungo la strada da casa vostra fin qui". La donna ubbidì, e si presentò al santo con la gallina spiumata. "Ora", le disse Filippo, "ritornate per le strade attraversate e raccogliete ad una ad una le penne della gallina...". "Ma è impossibile, Padre", ribattè la donna; "col vento che tira oggi non si troveranno più". "Lo so anch'io", concluse il santo, "ma ho voluto farvi comprendere che se non potete raccogliere le penne di una gallina sparpagliate dal vento, come potrete riparare a tutte le maldicenze gettate in mezzo alla gente, a danno del vostro prossimo?".