L’auto elettrica tra ideologia e realtà: il difficile...
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14,00 - A proposito di migranti, "la giunta regionale ha deliberato ieri lo stato di emergenza per i Comuni siciliani costretti a sostenere da soli i costi dell ospitalita' dei migranti, in particolare di minori non accompagnati". Lo ha reso noto il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, parlando ad un convegno organizzato dall Ice a Palermo. "Non c'e' alcuna ostilita' da parte nostra verso l accoglienza nei confronti dei flussi migratori, ma occore un'equa ripartizione dei costi con lo Stato e l'Ue che in questo momento non applicano certo una politica solidale e cio e' profondamente ingiusto", sottolinea il governatore, e osserva che "iggi basta l'ordinanza di un giudice affinche un piccolo paese di pochi abitanti debba prendersi carico di 200 bambini non accompagnati. Facile alora che molti di questi vadano in default".
10,50 - Il Prefetto Falco ricorda che al Cie la situazione è tornata sotto controllo da quando la gestione è passata alla Croce Rossa. E’ dispiaciuto invece di alcuni articoli della stampa, uno a firma Marco Bova e l’altro a firma Gianfranco Criscenti. “Di fronte a sospetti che vengono sollevati sul mio comportamento, mi sono sentito in dovere di rivolgermi alla Procura della Repubblica, affinchè venga fatta chiarezza”. Il tema è quello sollevato dal caso Scozzari. Si tratta di due fratelli. Giuseppe è titolare di Baglio Elia, struttura con capienza di 45 posti, affidati il 13 Dicemnbre 2013. “E’ di tre mesi precedente al rinvio giudizio di Scozzari al Tribunale di Gorizia. E non ci sono altre concessioni”. Non si tratta di alcun appalto, precisa il Prefetto. “La legge prevede che finché non c’è una sentenza non si può ritirare la gestione della struttura. Sarebbe stato inopportuno conferire un nuovo incarico dopo il rinvio a giudizio, e non l’ho fatto, ma non si può pretendere che io, sulla base di un rinvio a giudizio, revochi un incarico precedente”. L’altro fratello, Vito Luca Scozzari, ha un altro incarico, sempre a Castelvetrano, con la “La Terrazza sul mare” gestita dal Gruppo Insieme. In questo centro, Giuseppe Scozzari non compare. “Sospettare che un fratello copra l’altro, significa basarsi sul nulla. E comunque non c’è alcun monopolio”. E' per questo che Falco ha inviato tutta la documentazione alla Procura della Repubblica: "Saranno i magistrati a ritenere se la mia condotta è illegale o no".
10,35 - “E’ ormai un tema esplosivo”. Queste le parole del Prefetto di Trapani, Leopoldo Falco, sull’emergenza immigrati in provincia. “La nostra accoglienza è cresciuta tanto. Un’ondata di arrivi mai visti si è abbattuta sulla Sicilia. La popolazione siciliana sta facendo il massimo per supportare un peso enorme e per dare una risposta adeguata ed umana”. Sabato prossimo il Sindaco di Trapani parteciperà ad un incontro con il Ministro dell’Interno, Alfano, per fare il punto sull’emergenza immigrazione. “Noi in questa provincia abbiamo dato una risposta adeguata grazie allo straordinario impegno dle mondo del volontariato, senza il quale - dichiara il Prefetto - non ce l’avremmo fatta mai. In una sola settimana, a Maggio, abbiamo accolto 1700 persone, delle quali 400 sono poi partiti, ma gli altri sono rimasti. Siamo un caso unico in Italia, da Ottobre ad oggi siamo passati da 200 a 2000, con un accoglienza di qualità, sia per le strutture - alcuni immigrati sono ospitati in strutture a quattro stelle - sia per le persone del volontariato e dell’associazionismo che qui operano”.
La Prefettura di Trapani non ha fatto alcuna gara d’appalto per reperire i posti, ma ha dato la possibilità di aprire un centro a chiunque avesse fatto domanda. Sono stati aperti 27 centri, 2 soli esclusi per mancanza di requisiti dei titolari. Uno è quello di Petrosino, sul quale però il Prefetto di Trapani non ha voluto fare alcuna dichiarazione. “Abbiamo creato inoltre un centinaio di posti di lavoro” dice il Prefetto Falco.
Per l’accoglienza le strutture prendono 35 euro a persona, da queste vanno sottratte 5 euro a persona come “pocket money”. “Ho rivelato un interesse della criminalità - dichiara il Prefetto Falco - e per scongiurare l’interesse della mafia, abbiamo privilegiato il modello della comunità famiglia, molto presente nel territorio, che è quella che funziona meglio”. Nessuna struttura ha centinaia di immigrati, la media è di 50 - 60 ospiti a struttura. La più capiente, escluso ovviamente il Cara, è di 120 - 150 posti. Quindi la struttura che guadagna di più guadagna 120.000 euro.
“Sono contento di questo modello, anche perchè mentre prima c’erano tre, quattro, enti a gestire questa attività, ora sono una ventina, e quindi non c’è alcun monopolio, anzi, la massima distribuzione di questa attività”.
L’accoglienza, però, non si può più ampliare. Il problema è burocratico: non ci sono risorse per aumentare le commissioni per il riconoscimento dello status di rifugiato. I tempi di attesa si sono allungati moltissimo. C’è un’unica commissione, competente per Agrigento e Enna oltre che per Trapani, che deve fronteggiare richieste che si sono decuplicate in pochi mesi. L’operazione Mare Nostrum salva le persone in mare, le Prefetture hanno accolto finora più di 13.000 persone, ma non ci sono risorse per le commissioni. “Ecco perchè mi fermo con l’accoglienza. Se amplio ancora creo attese che vanno oltre l’anno e mezzo, e i migranti hanno ragione a protestare”.
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