L’auto elettrica tra ideologia e realtà: il difficile...
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Le Province in Sicilia sono state abolite? Si. Anzi, no. Sono state abolite sulla carta, perchè così ha voluto la "rivoluzione" del Presidente Rosario Crocetta. Al posto dei Presidenti ci sono ora commissari nominati dalla Regione. Una democrazia sospesa, come ha ricordato lo stesso commissario della Provincia di Trapani, Antonio Ingroia, all'atto del suo insediamento. Ma ora che succede? Perchè ci sono ancora i commissari? Quando entreranno in funzione davvero i "Liberi Consorzi di Comuni" che dovrebbero sostituire le defunte province? Cerchiamo di fare ordine.
Innanzitutto i termini per istituire i Liberi Consorzi scadono il 27 Settembre.Ma non è stato ancora istituito alcun nuovo Libero consorzio di comuni. Il nuovo ente intermedio, nsieme con le Città metropolitane di Palermo, Catania e Messina, dovrà sostituire le abolite Province regionali.
Non sono chiare le competenze e le funzioni, perchè saranno definite con un ulteriore disegno di legge che la giunta regionale dovrebbe varare in tempi brevi per dare l'opportunità all'Ars di approvarlo velocemente e fare in modo che dall'inizio del 2015, i nuovi enti per la gestione dei servizi di «area vasta» abbia una nuova organizzazione.
Ma sono in parecchi a temere che i tempi non possano essere rispettati.
Nella Gurs dello scorso 28 marzo, è stata pubblicata la legge n. 8 del 2014, che istituisce 9 Liberi consorzi di comuni e 3 Città metropolitane in cui sono compresi i comuni che erano stati individuati nel 1995: 27 nella Città metropolitana di Palermo, 27 in quella di Catania e 51 in quella di Messina. Questi comuni possono decidere se rimanere nell'agglomerato metropolitano o se aderire ad un Libero consorzio diverso. Stessa facoltà hanno i comuni dei Liberi consorzi, purché sia garantita la continuità territoriale e si raggiungano almeno i 180mila abitanti. Il tutto dovrà avvenire entro 180 giorni dalla pubblicazione della legge, ovvero entro il 27 settembre. Inoltre, la legge obbliga i consigli comunali che intendono cambiare Libero consorzio, oltre ad approvare la delibera con la maggioranza dei due terzi ad indire un referendeum popolare, così come è regolato dal proprio statuto.
COME FUNZIONERANNO I LIBERI CONSORZI. I Liberi consorzi continueranno ad utilizzare le risorse, materiali, finanziarie e umane delle Province regionali e ad avvalersi delle sedi in uso, mentre al personale delle Province viene confermato lo status giuridico ed economico di cui già godono. Il Libero consorzio ha potestà statutaria e regolamentare ed è composto da tre organi di secondo livello, che non vengono eletti dai cittadini - l'Assemblea, il Presidente e la Giunta del Libero consorzio - che esercitano le rispettive funzioni a titolo gratuito. Non a caso la ratio della legge è razionalizzare l'erogazione dei servizi ai cittadini e conseguire riduzione dei costi della pubblica amministrazione. Le spese per trasferte dei componenti degli organi saranno definite con successivo provvedimento, che l'Ars dovrà approvare tra sei mesi. La legge dispone la soppressione o l'accorpamento di enti, società e agenzie, che svolgono funzioni in tutto o in parte coincidenti con quelle attribuite ai Liberi consorzi e alle città metropolitane. Ad occuparsene sarà la Regione, che comunque non potrà istituirne di nuovi per funzioni, in tutto o in parte, assegnate ai Liberi consorzi e alle città metropolitane.
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