13/08/2014 06:30:00

Non è che lavorano troppo? L'Ars in Sicilia chiude per 35 giorni, nonostante le urgenze

 Vero è che per approvare il terzo assestamento di un tormentato bilancio hanno lavorato fino all'11 Agosto. Ma sembrano davvero esagerate le vacanze che si sono concessi  i 90 deputati dell’Assemblea regionale siciliana: 35 giorni. La decisione è stata presa al termine dell'ultima seduta, durata "ben" 40 minuti. La seduta si era resa necessaria per  di tamponare in fretta alcune falle evidenziate dal Commissario dello Stato. La prossima seduta sarà il 16 settembre. Dopo  35 giorni di vacanza. Stanco «dei continui attacchi anti Autonomia», stoppa però ogni calcolo il presidente dell’Assemblea Giovanni Ardizzone, assicurando che le commissioni riprenderanno a lavorare il
4 settembre e che alcune, «per temi legati soprattutto alla sanità», si riuniranno anche a fine agosto.

Ma c'era bisogno di fermarsi ben un mese, quando i conti in Sicilia non sono a posto, e un sacco di leggi attendono di essere approvate? Anche la stessa Finanziaria ter approvata qualche giorno fa non basterà e a Settembre Crocetta dovrà predisporre un'altra finanziaria, la  "quater". Mancano all'appello un miliardo e 250 milioni. E loro signori vanno in vacanza. 

A lanciare l'allarme sui conti pubblici sono i deputati dell'opposizione. Dichiara il deputatato Falcone: «Mancano all'appello i 950 mln nel testo di quest'anno derivati dagli accantonamenti tributari, e i 113 mln del minore disavanzo sanitario che, con la legge approvata l'11 luglio scorso, sono vincolati a essere utilizzati per abbassare le addizionali Irap ed Irpef». Anche per Formica (gruppo Musumeci) occorre cominciare subito a lavorare per programmare le coperture della spesa della manovra finanziaria del 2015.
 

C'è chi invece litiga, come sta avvenendo all'interno dell'Udc. Il deputato regionale dell'Udc, Lillo Firetto, si è dimesso infatti dalla carica di presidente del gruppo parlamentare all'Ars. Firetto che con Nino Dina, Margherita La Rocca Ruvolo, e Mimmo Turano ha contestato il rimpasto della giunta Crocetta nello scorso mese di aprile, ha atteso la chiusura dell'attività assembleare per ufficializzare la sua decisione, nell'aria da tempo, evitando di creare clamore. Anzi, ha collegato le sue dimissioni all'«intensificarsi dell'attività connessa al mio mandato di sindaco di Porto Empedocle, che mi impedisce di assolvere come vorrei la funzione di presidente del gruppo parlamentare Udc. Ringrazio tutti i componenti del gruppo per la fiducia accordatami, così come tutti i collaboratori che in questi mesi mi sono stati accanto».
Il segretario regionale, Giovanni Pistorio, ha annunciato la convocazione del comitato regionale dell'Udc a settembre. «Prendo atto delle dimissioni - ha dichiarato Pistorio - da presidente del gruppo parlamentare all'Ars di Lillo Firetto. Si tratta di un atto rilevante politicamente, che denota grande onestà intellettuale e sensibilità politica che suggeririsce a tutti, a me per primo, una riflessione attenta sul partito e sulla complessa vicenda politica nazionale e regionale».
In Sicilia, l'Udc è insieme con Pd e Megafono socio fondatore della coalizione che nell'ottobre del 2012 sostenne la candidatura di Crocetta a presidente della Regione. A Roma è tra i partiti che sostengono il governo Renzi, ma con una particolare intesa con il Ncd con il quale presentarono liste comuni alle elezioni europee. Alla Camera e al Senato, Udc e Ncd si avviano a dare vita a gruppi parlamentari unitari, nell'ottica di una coalizione di moderati sul modello europeo del Ppe.



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