17/11/2014 20:15:00

Poesie di Pietro Pancamo

Pietro Pancamo (1972) ha fondato e coordinato il portale «L(’)abile traccia» (citato in un volume della Zanichelli). È stato conduttore e direttore editoriale di «Poesia, l(’)abile traccia dell’universo», podcast culturale della defunta emittente milanese Pulsante Radio Web.
Alcuni suoi testi sono stati selezionati per un e-book antologico che, a breve, sarà edito da Longanesi.
Attualmente è redattore sia del mensile digitale «Il Cofanetto Magico» (diretto da Maria Cristina Giongo, giornalista che scrive per i quotidiani «Libero» e «Avvenire») sia del blog letterario «Viadellebelledonne», uno fra i più seguiti in Italia. Su «EffettoTre» (mensile autonomo d’informazione che tre delegati della Rappresentanza Militare hanno appositamente ideato per il personale della Regione Carabinieri Sicilia) è titolare della rubrica “Effetto... Letteratura”.
Collabora a distanza con Maratea Web Radio, per la quale cura la rubrica letteraria “(Pod)cast away”.
È autore di «Manto di vita» (LietoColle, Como, 2005), una silloge di versi che ha suscitato l’interesse di Giancarlo Pontiggia. Compare in «Poetando. L’uomo della notte» (Aliberti editore, Roma-Reggio Emilia, 2009), antologia a cura di Maurizio Costanzo.
Nel 2012, la Rete Uno della radio nazionale della Svizzera italiana gli ha dedicato una puntata del programma «Poemondo». Nel 2014 è stato ospite di «Brussellando», trasmissione in onda ogni martedì su Radio Alma di Bruxelles.
Recensioni a sua firma sono uscite nel sito della rivista «L’Indice dei libri del mese» e in quello dell’edizione fiorentina del «Corriere della Sera».
Fra le riviste da cui è stato recensito –o su cui ha pubblicato (talora in inglese) poesie, articoli o racconti– figurano «Poesia» (Crocetti Editore), «Poesia» (blog del canale televisivo Rai News), «Gradiva», «Atelier», «La Mosca di Milano», «Tuttolibri» (inserto de «La Stampa»), «La poesia e lo spirito», «Poeti e poetastri» (portale gestito dall’agenzia letteraria “Perroni & Morli Studio”, strettamente connessa all’editore Bompiani), «Scriptamanent» (Rubbettino Editore), «L’Amministrazione Ferroviaria» (organo ufficiale del Collegio amministrativo ferroviario italiano), «Stilos», «El Ghibli», «Corpo12», «Lettera.com», «Subway Letteratura», «Sagarana», «IF. Insolito & Fantastico» (la più autorevole rivista italiana di narrativa fantastica), «FantasyMagazine» (testata giornalistica del gruppo editoriale DelosBooks, fondato nel 2003 da un dirigente della Mondadori), «Il Paradiso degli Orchi», «BooksBrothers», «TerraNullius», «Oubliette Magazine», «GraphoMania», «Tangram», «InFonòpoli», «Books and other sorrows», «Progetto Babele», «Filling Station» (quadrimestrale canadese) e «Snow Monkey» (periodico statunitense).

 

 Somiglianze

 

A quest’ora

ogni paese

è un fagotto

di stelle e di buio.

 

Ma lo è pure

questo cielo vagabondo

(guscio d’aria e di respiri)

che stringe in un solo mondo

città, mari e tempeste.

 

Ma lo è pure

questa via

(intirizzita di pioggia)

col suo buio

incatenato ai lampioni

e un po’ di stelle

che sussurrano al mio palazzo

la ninna nanna:

vedo tante finestre

chiuse fra perimetri di sonno.

 

A quest’ora

ogni uomo

è un fagotto

di buio e di stelle.

 

 

 

 

***

 

 

 

 

Spiegazione di un giorno

 

 

Il giorno che saltella

lungo le impronte delle mie scarpe;

il giorno che saluta frantumato,

quasi appostato

fra le dita.

Ogni minuto è fluido di rumori:

sbattono le ali

contro pannelli d'aria. L'impatto

vibra di scherno:

è un lazzo di sdegno

voluto dalla mia notte.

 

 

 

 

***

 

 

 

 

Amore o desolazione?

 

 

Mangiamoci il tacchino riscaldato:

andiamo verso il forno

tenendoci per mano.

 

 

 

 

***

 

 

 

 

L’ironia

 

 

Indosso la magrezza

con la disinvoltura

di chi ironizza.

 

Eh, ironia

con te la disperazione

è filosofia!

Ma senza di te,

ahinoi,

la poesia

è pura (mera) melanconia.

 

 

 

 

***

 

 

 

 

Confronto

 

 

S’alza al mattino

un fumo di tigri

dalle iridi aperte,

in campagna;

un’espressione grinzosa

rimbocca la faccia

dei contadini.

 

E mentre il fiume

s’accalca ai loro piedi,

si spulciano gli occhi

scrupolosamente

trovandovi affogate

zampette di ragno.

 

Io invece,

montanaro del cuore che batte,

m’inerpico per un letto castano

di mie pietruzze in salita.

Poi, di sera,

– tornando a zonzo verso casa –

sembro un fantasma nero che,

appuntito come un ago,

viaggi sui trampoli del buio.

 

 

 

 

***

 

 

 

 

Io adesso festeggio

 

 

Nel vento,

ossigeno vettoriale

che m’indica la distanza

(ovvero la forza)

fra me e l’orizzonte,

la naftalina di vecchie allegrie

mi tiene conservato il cuore.

 

Ecco perché

io adesso festeggio:

sì, come Athos

– uno dei quattro

bravi un tempo a danzare

a lume di lama –

m’infilzo preciso

una bottiglia alla bocca

deciso a brindare.

 

 

 

 

***

 

 

 

 

Sui vetri appannati

 

 

Sabbiature di letto e di lenzuola

durante la malattia

semplice e leggera.

 

Sui vetri appannati

l’inverno, intanto,

stacca ideogrammi

di cuoio, di spazio

di lotta serena.

 

 

 

 

***

 

 

 

 

Gioachino

 

 

Per il nonno, si sa,

la giornata è divisa

nel crepuscolo della sera

(la notte)

nel crepuscolo del mattino

(il pomeriggio)

e nel crepuscolo della notte

(l’alba).

Uno: si stiracchia

azzuffandosi con l’aria

e s’afferra a quella luce

che sbrodola tra le persiane;

Due: lo sguardo cascante

e i capelli sgangherati dal sonno,

striscia qualche passo

fino allo specchio;

Tre: guarda la sua immagine

che trafigge il vetro

e da questo momento

vive le sue ore

come un riflesso bendato di carne;

Quattro: mi saluta con parole vitree;

Cinque: sradica i passi

fino alla sedia,

spiegazza il corpo sullo schienale

gualcendo le ginocchia

contro il muro.

Posa le mani, come due tele di ragno,

sul davanzale

e sta vicino alla finestra,

tanto vicino quasi annusasse il vetro.

 

 

 

 

***

 

 

 

 

Vecchiaia: canto di un barbone errante della discarica

 

 

I

Quanta spazzatura

che mi ritrovo addosso

nelle dolci siepi di bosso.

Qui tra le foglie verdi

han fatto una discarica.

L’oblò di lavatrici scoperchiate

è un belvedere

per le formiche nere.

(Provviste nel secchio:

alimenti scompagni

come le scarpe vecchie,

bucate dalla noia dell’usura).

“Alla discaricaaaa!!”,

gridano torme di rifiuti.

 

II

Caldo e fetore

nei venti acuti

si mescolano a formare

uno smog estivo.

(Infatti se gli uomini

dàn di matto,

la sporcizia dà di puzzo).

Così il rosso del mio sangue,

che ogni mattina si sveglia,

non vuol dire più

rigenerazione

ma soltanto

riciclaggio.

 

 

 

 

***

 

 

 

 

Racconto

 

 

I: in casa, di sera.

Dalla finestra aperta

mi prende ancora

a ditate nel cervello

questo calore in maniche di luna,

che mi costringe sempre

a sentirmi male.

Tanto male:

un concerto di cicale

il silenzio

che si sgretola nel muro.

 

II: fuori, di notte.

Ma penso ai ricordi:

lo so che migrano

suscitando lo spazio.

Anche esterno.

Così almeno posso uscire.

Infatti eccomi:

vado a camminare.

 

E passeggiando zoppo

fra lune di tempo,

trovo un angolo d’ombra

come uno spiraglio di stanchezza.

Il sonno batte nel cervello

come un altro cuore doloroso:

e alla fine

mi riporta il silenzio

che,

riflesso dai torsi lucidi delle finestre,

sembra una fessura acuminata.

La attraverso ferendomi tanto

e, insanguinato di graffi,

(graffiato di sangue)

emergo nuovamente

ai vetri di un ricordo.

Mi affaccio.

 

Se guardo davvero a lungo,

poi riconoscerò nell’aria del mattino

 

(le campane, non per me,

sono l’alba

popolata di prime ore)

 

i detriti del mio semplice destino.



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