Sanità in Sicilia, nella riforma di Lucia Borsellino saltano otto ospedali, tra cui Salemi
Si parla di tagli alla sanità in Sicilia, in particolare, per gli ospedali di Ribera, Giarre, Mazzarino, Noto, Leonforte, Barcellona P.G. Salemi e Scicli. 250 posti letto pubblici e 150 nella sanità privata, con gli ospedali sopra elencati che potrebbero essere svuotati di tutti i reparti e trasformati in “ospedali di comunità”.
E’ quanto ha spiegato l’assessore regionale alla Salute, Lucia Borsellino, in commissione Sanità all’Ars dove è stata ascoltata sulla rimodulazione della rete ospedaliera, oggetto di trattativa col ministero della Sanità. La Borsellino ha difeso il piano, e alla fine la commissione, che deve esprimere un parere sul piano, ha aggiornato i lavori a domattina.
Molti deputati hanno criticato la proposta, difendendo i piccoli ospedali che rischiano di perdere posti letto ed essere accorpati in rete. L’ipotesi adesso al vaglio della commissione, è quella di far valere un pronunciamento del Consiglio di Stato che potrebbe dare alla Regione Siciliana un ulteriore anno di tempo prima di definire il nuovo piano.
La commissione Sanità dell’Ars i ha accolto ad unanimità, con il parere favorevole del governo, la proposta del presidente Pippo Digiacomo che, nell’ambito del parere da rendere rispetto al Piano di riqualificazione e rifunzionalizzazione della rete ospedaliera, prevede che fin da ora si definisca una griglia di valutazione di tutte le unità operative complesse e semplici del sistema sanitario siciliano.
“Per la definizione del nuovo Piano ospedaliero – dice Digiacomo – è necessario procedere ad una valutazione delle nostre strutture, e solo alla luce di questa deciderne il futuro. In pratica, nessun ospedale oggi e’ ‘predestinato’ ad essere convertito o ridimensionato. Questa indicazione e’ stata accolta dalla commissione e dal governo: un segnale deciso, dunque, di trasparenza e rassicurazione per i territori, oltre che per le strutture e il personale”. In base alla decisione assunta dalla commissione Sanita’, dunque, anche i nove ‘ospedali per acuti’ destinati ad essere riconvertiti nel 2017 in ‘ospedali di comunita” (dei quali oggi si e’ data notizia su organi di stampa) saranno valutati alla stregua di tutte le altre unita’ operative della Sicilia, sia pubbliche che private.
“Oltretutto – conclude Digiacomo – alla data del 2017 potranno cambiare le condizioni, recuperando fondi che oggi vengono utilizzati per coprire la ‘mobilita’ passiva’ (i cosiddetti ‘viaggi della speranza’) per destinarli ad una riduzione dei tagli ai posti letto”.
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