Sicilia, riordino della rete ospedaliera, c'è l'ok della commissione dell'Ars
“La commissione Sanità dell’Ars ha dato il via libera al riordino della rete ospedaliera regionale recependo i nostri emendamenti che di fatto consentono alla stessa commissione legislativa di effettuare il controllo sulla nuova rete, lasciandone la gestione all’assessore regionale. Nel varo del nuovo piano si tiene conto anche del parere recente del Consiglio di Stato che sposta al 2017 l’applicazione dell’accordo tra governo e regioni. Viene quindi scongiurato il depotenziamento di alcuni ospedali siciliani che sarebbero diventati ospedali di comunità. Questi ultimi avranno pari condizioni sulla base degli strumenti che l’assessore individuerà sulla appropriatezza delle prestazioni erogate e sulla efficienza e qualità delle stesse”. Lo affermano Giuseppe Picciolo e Salvatore Lo Giudice, rispettivamente capogruppo e vice capogruppo del Patto dei Democratici per le Riforme-Drs all’Ars e componenti della commissione Sanità.
Così il presidente della commissione sanità all’Ars, Pippo Digiacomo, ha commenta il voto favorevole alla risoluzione: “Non posso che essere soddisfatto per il lavoro svolto dai componenti della commissione che hanno accolto la proposta di prevedere, nell’ambito del parere da rendere rispetto al Piano di riqualificazione e rifunzionalizzazione della rete ospedaliera, la definizione di una griglia di valutazione di tutte le unità operative complesse e semplici del sistema sanitario siciliano scongiurando la prevista chiusura delle nove unità a rischio e rimettendosi ad una valutazione da effettuare entro il 31 dicembre 2016”.
”Per la definizione del nuovo Piano ospedaliero – sottolinea Digiacomo - sarà, quindi, necessario procedere ad una valutazione di tutte le strutture, e solo alla luce degli esiti deciderne il futuro. In pratica, nessun ospedale oggi è ‘predestinato’ ad essere convertito o ridimensionato. Questa indicazione è stata accolta dalla commissione e dal governo: un segnale deciso, dunque, di trasparenza e rassicurazione per i territori, oltre che per le strutture e il personale. Tutto ciò consentirà ai direttori generali – conclude – la possibilità di assicurare dotazioni organiche e strutturali al fine di migliorare la funzionalità di tutti i presidi nella prospettiva dell’avvio dei concorsi per il rinnovo delle piante organiche. Infine, la risoluzione ha ripristinato condizioni di parità tra i centri trapianti della Regione”.
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