Corruzione e gestione illecita dei rifiuti. Nuova udienza preliminare per Aimeri e Ato Tp1
L’Aimeri Ambiente cerca di tirarsi fuori dal novero dei “responsabili civili” nel procedimento scaturito dall’inchiesta della Dda sul sistema, secondo l’accusa “illegale”, di raccolta e smaltimento dei rifiuti gestito dall’Ato Tp1. A Palermo, infatti, i legali dell’Aimeri hanno chiesto al gup Marina Petruzzella di escludere la società dai responsabili civili. Motivando la richiesta con la loro assenza (perché non convocati) in alcuni atti d’indagine “irripetibili”. Alla richiesta si è opposto l’avvocato di parte civile Luigi Cassata, legale del Comune di Marsala, spiegando che “sono sufficienti gli altri d’indagine per affermare le responsabilità dell’Aimeri”. Il gup deciderà nell’udienza del 10 dicembre, dopo aver ascoltato due tecnici dell’Arpa. Nella stessa data, o nell’udienza successiva, dopo gli altri interventi della difesa (nessuno ha chiesto di patteggiare o di essere processato con rito abbreviato), il gup Petruzzella dovrebbe decidere sulle richieste di rinvio a giudizio avanzate dalla Dda per Salvatore Alestra, ex direttore dell’Ato Tp1, per il direttore area Sud dell’Aimeri, Orazio Colimberti, per il capo impianto del cantiere di Trapani, Salvatore Reina, nonché per Michele Foderà, amministratore di fatto della Sicilfert, Pietro Foderà, socio e responsabile dei conferimenti nella Sicilfert, e Caterina Foderà, responsabile amministrativo della stessa società. L’eventuale processo, intanto, potrebbe dividersi in due per competenza territoriale. Davanti al Tribunale di Trapani per i contestati episodi di corruzione, davanti al Tribunale di Marsala per la gestione ‘’illecita’’ di rifiuti. Dall’indagine della Dda è sostanzialmente emerso che l’Aimeri non avrebbe differenziato i rifiuti, vanificando così l’opera di migliaia di cittadini, ai quali, per altro, sono state recapitate bollette sempre più salate. A Capo Boeo, la tassa è stata, infatti, pressoché triplicata. Il nuovo sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti si è rivelato, dunque, un lucroso ‘’affare’’ fatto, in questi ultimi anni, a spese dei cittadini. Il nuovo sistema, infatti, ha visto aumentare a dismisura, come evidenziato dalla commissione consiliare d’inchiesta presieduta dal socialista Michele Gandolfo, il costo di raccolta e smaltimento dei rifiuti. E la ‘’differenziata’’, che ha richiesto l’impiego di un maggior numero di netturbini, secondo gli investigatori, in realtà non sarebbe stata attuata. Vanificando così anche l’impegno di quei cittadini che, quotidianamente, hanno separato i vari tipi di rifiuti.
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