Libera, si autosospende Leo Narciso, referente a Castelvetrano
Si è autosospeso Leo Narciso, il referente di Libera (Associazioni nomi e numeri contro le mafie), che, abbiamo raccontato, è rimasto imbrigliato nelle pagine della maxi ordinanza dell'operazione antimafia, Eden 2, citato e intercettato mentre fa da mediatore tra un mafioso pregiudicato di Castelvetrano, Giuseppe Fontana, e un ladruncolo che era stato "punito" dalla cosca perchè accusato di aver rubato a casa di Fontana.
Salvatore Inguì, responsabile provinciale di Trapani e Umberto Di Maggio, referente regionale di Libera in Sicilia, hanno accolto la sospensione inviata con una lettera dello stesso Narciso:
“In riferimento alle notizie di stampa vista la rilevanza dei fatti riportati ed in attesa di ulteriori chiarimenti abbiamo ricevuto ed accolto la lettera di LEO NARCISO di sua immediata sospensione nella qualità di socio e di responsabile di LIBERA a CASTELVETRANO“.
L'inchiesta Eden 2tra le altre cose di un furto ai danni di Giuseppe Fontana, pregiudicato, vicinissimo ai Messina Denaro. Un furto che pertanto andava punito. Dopo delle indagini interne di Cosa nostra, un ladruncolo, Massimiliano Angileri, viene prelevato in casa, e ridotto in fin di vita a suon di botte. Angileri però dice di non essere l'autore del furto. Finisce in ospedale, è costretto a uscire in sedia a rotelle dopo alcuni giorni di ricovero, e vuole incontrare Giuseppe Fontana per chiarire che lui non c'entra nulla con la rapina a casa sua. Per ottenere questo incontro, si rivolge a Leo Narciso. Narciso conosce bene il pluripregiudicato Fontana, tanto da ottenere l'incontro e fare chiarire i due, davanti a lui, con un monito al ladro Angileri: "Se mi ascoltavi non saresti in queste condizioni".
Si tratta, ovviamente, di fatti di nessuna rilevanza penale, ma sicuramente "imbarazzanti" per Libera, che a Castelvetrano viene da una situazione molto complicata. Abbiamo provato a contattare Narciso, ma senza esito. "Ha fatto una leggerezza - dicono amici e collaboratori di Narciso - ma è assolutamente sereno. Angileri era un ragazzo conosciuto durante una permanenza in un centro per tossicodipendenti, dove Leo lavorava".
Rincara la dose Maria Antonietta Garofalo, una delle attiviste di Libera al centro questa estate del non certo sereno passaggio di consegne con Narciso. E proprio a lui si rivolge, con queste parole:
Vorrei chiederti: Come ti sei sentito quando hai partecipato agli eventi, pur sapendo che avevi mediato in un affare di mafia? Hai provato disagio? Hai percepito le aritmie che provoca la vergogna? Hai pensato ai tuoi compagni di viaggio? Hai sorriso con una smorfia? Ti sei sentito lacerato dal rimorso? Hai mai ammesso con te stesso che quella strada portava ad un baratro? Ne hai parlato con qualcuno? Hai chiesto consigli? In attesa di risposte che mai arriveranno...
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