Truffa e appropriazione indebita, rinviato a giudizio ex promoter Banca Mediolanum
Avviato il 4 dicembre 2013 davanti al giudice monocratico Roberto Riggio, il processo all’ex promotore finanziario della Banca Mediolanum di Marsala Giacomo Di Girolamo, 41 anni, accusato di truffa aggravata e altri reati, era stato “stoppato” da un’eccezione sollevata dall’avvocato difensore Ignazio Bilardello. “Di Girolamo – obiettò il legale - non poteva essere citato direttamente a giudizio. Era necessaria un’udienza preliminare e la decisione di un gup”. Riggio accolse l’eccezione. Il procedimento, quindi, è dovuto transitare davanti al gup. E quest’ultimo (Francesco Parrinello), adesso, ha emesso la sua “sentenza”, rinviando a giudizio il Di Girolamo, ex responsabile del gruppo di promotori finanziari dell’agenzia marsalese della Mediolanum, per appropriazione indebita e truffa aggravata in concorso, nonché falso in scrittura privata. La prima udienza del processo, davanti al giudice monocratico di Marsala, si terrà il prossimo 4 marzo. Secondo l’accusa, Di Girolamo avrebbe raggirato numerose persone che gli consegnavano somme di denaro contante o assegni per investimenti finanziari, per stipulare contratti di pensione integrativa o per essere versati sui loro conti bancari. In parecchie occasioni, però, nulla di tutto ciò sarebbe stato fatto dal Di Girolamo, che si appropriava delle somme. Ad alcuni clienti della banca, inoltre, consegnava denaro spacciandolo per interessi maturati su fondi d’investimento o titoli acquistati con la sua intermediazione. Ma in realtà il denaro sarebbe stato prelevato dai conti degli stessi clienti o di altri correntisti. Alcuni assegni (per 20 mila euro) sono stati girati da Di Girolamo a Pietro Centonze, cugino del capomafia locale Natale Bonafede, arrestato nell’operazione ‘’Peronospera II’’, anche se poi assolto dall’accusa di associazione mafiosa. L’ammontare della truffa è stata quantificata in circa un milione di euro. Una trentina le persone raggirate. L’indagine è stata condotta dalla sezione di pg della Guardia di finanza della Procura di Marsala e coordinata dal pm Francesca Rago. I fatti contestati sono relativi al periodo compreso tra il 2003 e il 2011. Indagati nello stesso procedimento anche un altro promotore finanziario della Banca Mediolanum, Francesca D’Amico, di 38 anni, che in diversi casi avrebbe agito d’intesa con l’ex responsabile del gruppo, e Stefano Di Girolamo, di 46. Il secondo, maresciallo della Marina militare, si sarebbe appropriato di un paio di assegni che il fratello, Giacomo Di Girolamo, aveva ricevuto da clienti della Banca Mediolanum. Quest’ultima è, al contempo, responsabile civile e parte civile. Anche la D’Amico è stata rinviata a giudizio, mentre Stefano Di Girolamo ha chiesto di essere giudicato con rito abbreviato. Alla prima udienza del processo davanti al giudice Riggio si erano costituite ben 23 parti civili (in buona parte assistite dagli avvocati Peppe Gandolfo e Carlo Ferracane). Adesso, davanti al gup, le parti civili sono diventate trenta. “Datemi i soldi che ci penso io fare tutto il resto…” avrebbe detto Giacomo Di Girolamo a parecchi risparmiatori marsalesi clienti del gruppo Ennio Doris–Fininvest di Berlusconi. Promettendo di versare le somme sui loro conti correnti o i libretti al risparmio, nonché di effettuare investimenti finanziari o stipulare contratti di pensione integrativa. In realtà, però, in parecchi casi, ciò non sarebbe avvenuto. Il denaro, infatti, sarebbe finito nelle tasche del Di Girolamo.
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