Trapani: Giacalone - Agate, oggi nuova udienza. Oltraggio, condannato Bruno Prestigiacomo
Oggi, nove Luglio, alle ore 9,30, al Tribunale di Trapani, primo piano, dinanzi al giudice Visco si terrà l'udienza del processo che vede imputato il giornalista Rino Giacalone di diffamazione per la querela presentata dalla vedova del boss Mariano Agate (nella foto), deceduto nel 2013. E' prevista la testimonianza del capo della Mobile Leuci e di Rino Giacalone. La vedova Agate, Rosa Pace, pretende da Giacalone 50.000 euro.
PRESTIGIACOMO. Il Tribunale di Trapani ha condannato in primo grado il trapanese Bruno Prestigiacomo (1972). per il reato di Oltraggio a pubblico ufficiale in danno di militari della Capitaneria di Porto. Prestigiacomo era difeso dall'avvocato Galluffo. I fatti sono avvenuti nelle acque antistanti il mare di Custonaci, nel 2010, quando i militari della Capitaneria multarono un'imbaracazione, con a bordo Prestigiacomo e altri, che era troppo vicina alla costa. Addriittura, secondo alcuni testimoni (milanesi) Prestigiacomo, nell'attaccare violentemente verbalmente i militari, avrebbe millantato che il proprio figlioletto, che era sulla costa, stava male, e che la Guardia Costiera, di fatto, gli impediva di prestare soccorso...La difesa di Prestigiacomo puntava invece sul "diritto di critica", ma il giudice, nella sentenza, parla invece di "attacco indiscriminato".
POLLINA. Era accusato di un’evasione fiscale per 700 mila euro. Il medico chirurgo specialista in Ostetricia e Ginecologia, Salvatore Pollina, è stato, però, assolto dal giudice monocratico di Trapani Gianluigi Visco. «Il giudice ha ritenuto - commenta l’avvocato Vincenzo Scontrino, tributarista, che unitamente all’avvocato Elio Esposito, è stato uno dei difensori del medico - che le previsioni bancarie che assistono gli accertamenti tributari non assurgono al rango di prova in sede penale». Pollina, che esercita la professione medica presso il proprio studio ed effettua interventi chirurgici ginecologici presso la Casa di Cura Sant’ Anna di Erice, era stato denunciato dall’Agenzia delle Entrate che, relativamente all’anno 2007, aveva effettuato delle indagini bancarie dopo avere osservato delle discrasie tra le le somme movimentate nei conti e quanto era stato dichiarato dal professionista.
ARAGOSTA. Due sub erano accusati di aver pescato un'aragosta nel mare delle Egadi. Rischiavano un'ammenda di 10.000 euro, ma al processo sono stati assolti. In pratica, nel Maggio del 2012, un docente di Biologia dell'Università di Palermo aveva denunciato i due, Alessandro Agosta e Giovanni Bosco, perchè avevano caricato un video su YouTube con la loro impresa. Il video poi è stato oscurato. Secondo l'accusa il mare era quello delle Egadi, e precisamente di Levanzo, ma la difesa ha dimostrato - tesi accolta dal giudice - che non c'erano elementi sufficenti per risalire all'Area Marina Protetta. Insomma, quell'aragosta poteva essere stata pescata ovunque. E sono stati assolti.
MERCADANTE. E' stato scarcerato Salvatore Mercadante. Allevatore, 30 anni, di Castellammare del Golfo, Mercadante deve scontare una condanna di tre anni per mafia (già ne ha fatto i due terzi), ed era recluso al carcere di Pagliarelli. E' figlio del capomafia Michele Mercadante. E' stato arrestato nell'operazione Crimiso, che ha fatto luce su una spaccatura apertasi all'interno della famiglia mafiosa di Castellammare del Golfo
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