Quantcast
×
 
 
12/08/2016 06:10:00

Scrive Fontana, legale di Don Vito Caradonna, su ludopatia e sospensione a divinis

 Egregio Direttore,
con riferimento all’articolo "Padre Genna e gli altri, tutti i preti nei guai a Marsala e Trapani", a nome e per conto del Sac. Don Vito Caradonna che mi ha fornito esplicito mandato, notifico e preciso ad ogni effetto di legge quanto segue.

Invero, la grossolanità del predetto articolo, apparso peraltro senza firma, è macroscopica nella narrazione superficiale e con pochi concetti esposti anche con terminologia errata, presentando come dati acquisiti accuse infondate, o addirittura vecchie, fomentando di fatto solo una conoscenza morbosa ed errata dei fatti e non certamente la verità ed il rispetto dei soggetti coinvolti, tra l’altro omettendone colpevolmente alcuni, e dunque anche con parzialità nell’informazione.
Per quanto riguarda il mio assistito nessuno dei particolari riferiti con la predetta sciatteria corrisponde infatti al vero, risultando allo stato procedimenti ancora in attesa di giudizio e, tra l’altro, considerato che non ha mai commesso i reati di cui trattasi.

Né corrisponde al vero che il mio assistito sia mai stato afflitto dalla c.d “ludopatia” da Voi attribuitagli, a dimostrazione della superficialità rilevata nell’articolo che, tra le tante cose, lascia anche intendere che tale inesistente malattia sia riferita ad un “ex sacerdote”, per evidente ignoranza della c.d. sospensione a divinis, che nulla ha a che vedere con la riduzione allo stato laicale, rimanendo ad oggi Don Vito Caradonna ad ogni effetto Sacerdote con lo status conseguente.

Pertanto, con riferimento a tutti i fatti sin qui evidenziati ed al Vostro stravolgimento del caso di cronaca, utilizzando vecchie e parziali notizie aliunde acquisite sui procedimenti e comunque sulle delicate situazioni in corso, avanzo sin d’ora ogni riserva di legge per la denuncia dei responsabili, per la diffusione di informazioni e notizie senza la preventiva, professionale e doverosa verifica di quanto a Voi riferito e comunque pubblicato.
Il tutto, senza alcun rispetto del decoro dei soggetti coinvolte, nel caso di specie del Sacerdote mio assistito il quale, essendo nominalmente citato attribuendogli uno status ed una patologia negativa ed inesistente, ne subisce grave diffamazione per il discredito alla persona ed il danno all’immagine per il cui risarcimento mi riservo di agire.

Ciò premesso, La diffido dal proseguire nella diffusione delle suddette infondate notizia con i contenuti esposti, ed altresì a pubblicare immediata rettifica con identica modalità di risalto e spazio di cui alla diffamante pubblicazione de quo con l’avvertimento che, trascorsi 7 giorni dalla presente senza alcun riscontro a questo studio, proseguirò nel mandato anche con le segnalazioni ad RMC101 Media Group o a quanti necessita.

Distinti saluti
Avv. Francesco Fontana

 

A noi, invero, appare assai grossolana questa nota. Mai detto che Don Vito Caradonna sia un ex sacerdote, cosi come è vero che è sospeso "a divinis". Abbiamo riportato fatti noti, dei quali ci siamo occupati in diverse occasioni, senza smentita alcuna.  Tra l'altro, della "ludopatia" (come dovevamo chiamarla?) di Padre Caradonna si parlò apertamente quando fu raggiunto dal provvedimento cautelare nel 2012 (riportiamo uno dei tanti titoli apparsi in quei giorni su altre testate: "Prete si giocava i soldi dei fedeli al Gratta & Vinci"). Come del resto, ai tempi fu anche fortunato, dato che vinse 50.000 euro. Poi, siccome abbiamo seguito le diverse udienze, magari cliccando qui l'avvocato può rinfrescarsi la memoria su altri passaggi. Resta fermo tuttavia il diritto alla difesa a contestare quanto sostenuto dalla Procura, e siamo qui anche per questo. 

Per il resto, dato che siamo in materia di religiose cose, de quo - verrebbe da dire - , ci sia consentita una citazione: "Sia il vostro parlare si, si, no, no. Tutto il resto proviene dal maligno". Aliunde, in qualche Sacra Scrittura.

La redazione