Mafia a Mazara, la moglie di Fabrizio Vinci e tutti i lavori avuti dal Comune....
Una mole impressionante di gare vinte ed alcuni affidamenti diretti hanno visto beneficiare negli ultimi due anni – anche con ripetute determine ‘urgenti’ del sindaco, Nicola Cristaldi (Fratelli d’Italia) – un’azienda mazarese, la cui titolare è moglie di uno dei 14 arrestati nell’ultima operazione antimafia ‘Visir’. Così è stata battezzata l’operazione dei carabinieri, di qualche giorno fa, che ha sferrato un duro colpo ai fiancheggiatori del latitante Matteo Messina Denaro.
La ditta individuale in questione è la ‘Cucchiara Fina Daniela’. Il marito dell’imprenditrice, si son sposati nell’agosto del 1996, è Fabrizio Vinci, classe 1970. Operaio generico lui, con la licenza di scuola media inferiore; lei, che è del ’72, è in possesso di licenza elementare e dirige un’azienda con un discreto successo, visti i tanti appalti presi a Mazara, e non solo. Ci sono attività aziendali in giro per tutta l’Isola: Comiso, Campofelice di Fitalia, Terme Vigliatore, provincia di Palermo, ecc.
QUASI 80 MILA EURO IN DUE ANNI – Solo tra il 2014 ed il 2015, sono 13 gli impegni di spesa per gare o affidamenti diretti a favore della ditta, mentre ammonta a 78 mila 837,71 € il totale incassato per nove fatture liquidate dal Comune di Mazara, sempre tra il 2014 ed il 2015. Vediamo meglio nel dettaglio che segue.
LA DITTA ‘A SOMMA URGENZA’ – Sarà una coincidenza, ma spesso, questa azienda ha beneficiato di una specie di ‘canale privilegiato’ quando c’è stato bisogno di tamponare rapidamente alcune falle relative a tutta una serie di lavori affidati direttamente dal Comune di Mazara, cioè senza alcuna gara ad evidenza pubblica, e dietro esplicite ordinanze del primo cittadino, appunto, per ‘somme urgenze’: 1) 12 mila 928,95 euro per la sistemazione del manto stradale in alcune vie cittadine (non è specificato quali siano) a gennaio 2014; 2) 15 mila 930 euro, per una “ulteriore” sistemazione del manto stradale per altre vie cittadine (anche qui non specificano quali) a maggio 2014 (ordinanza sindacale n. 89 del 10/05/2014); 3) 2.989 euro (determinazione del dirigente 3° settore Lavori Pubblici n. 394 del 22/04/2014) avente ad oggetto: lavori di pulitura degli arenili e vie limitrofe di Tonnarella ed area sottostante la sopraelevata. Anche qui, si legge la motivazione nell’atto: “accertato che è necessario intervenire urgentemente per garantire il rispetto delle norme in materia di pubblica incolumità (sabbia per strada); 4) 15 mila euro (determinazione del dirigente n. 141 del 15/02/2014) per una “ulteriore sistemazione del manto stradale nelle vie della Città” dopo altra ordinanza sindacale (n. 17 del 07/02/2014).
GARE VINTE PER OLTRE 300 MILA EURO IN DUE ANNI – Un altro dei meccanismi usati, molto spesso, dal 3° settore Lavori Pubblici nell’espletare le gare – per tutti quegli importi per i quali la legge vieta l’affidamento diretto (sopra i 40 mila euro) – è quello dell’invito alle aziende iscritte nell’albo dei fornitori di fiducia. E qui la ditta individuale ‘Cucchiara Fina Daniela’ spesso è risultata più brava e competitiva rispetto alle decine di concorrenti anch’esse invitate a partecipare alle gare d’appalto. Nello stesso periodo temporale preso prima in considerazione, infatti, l’azienda in questione si è accaparrata otto cantieri, per un ammontare totale di 343 mila 632,28 euro.
NESSUNA IRREGOLARITA’ MA C’È QUALCOSA CHE NON FUNZIONA A DOVERE – La ditta, al momento dell’operazione antimafia ‘Visir’ dei Carabinieri, non risulta iscritta alla black list della Prefettura di Trapani e, quindi, formalmente e sostanzialmente non c’è alcuna violazione di legge, in relazione ai fatti sopra descritti. Tuttavia sono altre le considerazioni che possono e devono essere fatte. Il sistema degli appalti pubblici pare essere molto permeabile a situazioni di aziende ‘border line’ che pur non essendo ‘certificate’ come mafiose potrebbero essere contigue a quel sistema criminale. Un analoga situazione si è, infatti, verificata pochi mesi or sono, quando due aziende mazaresi rimasero coinvolte in un’altra operazione antimafia ‘Ermes 2’, a fine dicembre scorso, che portò ad 11 arresti e a tre aziende sequestrate. Tra esse la Mestra s.r.l. – impresa che era stata bollata, già nel 2014, come “condizionata dalla criminalità organizzata” e, nello specifico, mafiosa – e la Medio Ambiente poi. Entrambe avevano ricevuto ‘inviti’, in quanto iscritte tra i fornitori dell’Ente, per gare d’appalto al Comune (alcune vinte).
IL MONITO DEI CARABINIERI DOPO L’OPERAZIONE ‘VISIR’ – “Cosa nostra – ha affermato il colonnello Stefano Russo comandante provinciale dei Carabinieri di Trapani – è attiva sul territorio. Gli appalti pubblici continuano a essere il business. Non basta interrompere le azioni illegali, ma dobbiamo vedere dove e in quali direzioni ci sono strutture in grado di aiutare la mafia, sradicando così possibili connivenze nelle pubbliche amministrazioni”.
Alessandro Accardo Palumbo
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