Musumeci, domani la proclamazione. Il toto assessori per la Giunta
E' al lavoro Nello Musumeci, gli incontri con i leader dei partiti si susseguono, sabato il neo Governatore della Regione si insedierà. I nodi da sciogliere sono più di uno a cominciare dalla composizione della Giunta che pare non possa necessariamente piacere ai partiti della coalizione che lo hanno sostenuto.
Forza Italia al momento non si lancia con richieste e con nomi da posizionare in Giunta, Gianfranco Miccichè vuole prima capire se la presidenza dell'ARS finirà proprio in capo a lui o se in bilico c'è anche quella. Non proprio idilliaco l'inizio del rapporto tra Musumeci e i forzisti, questa era cosa nota.
Due gli assessori certi: Gaetano Armao e Roberto Lagalla a cui però non andrà la Sanità per come dal suo schieramento richiesto, più probabile la formazione. Vittorio Sgarbi sarà in posizione di governo regionale ma non sarà in quota partitica.
Musumeci ha già in mente per l'assessorato alla Salute il nome di un tecnico che possa essere slegato da logiche di partito ma con la materia ben chiara e soprattutto lontano da chi quel ruolo istituzionale lo ha ricoperto nel governo Cuffaro.
In Giunta potrebbe arrivare uno dei fedelissimi di Musumeci, uomo del quale si fida, si tratta di Ruggero Razza, per il trapanese il nome ventilato è quello di Mimmo Turano con la delega agli Enti Locali mentre fuori dovrebbe rimanere Giuseppe Guaiana.
Alla Segreteria generale è in forte accredito il nome di Maria Mattarella, nipote del Presidente della Repubblica, Sergio.
Il criterio che utilizzerà Musumeci è quello del periodo in cui ha guidato la provincia di Catania, il neo presidente ha già deciso che a Palermo non vivrà in hotel e non prenderà in affitto alcun appartamento, abiterà a Palazzo d'Orleans
Ma in questo giro di nomi c'è l'ombra, diventata certezza, di una serie di ricorsi che paventerebbero il rischio di annullamento delle elezioni. Nasce anche un comitato, lo dichiara Enzo Vinciullo, candidato in Ap e rimasto fuori dall'Assemblea.
Il primo a presentare ricorso è stato l'alcamese Giacomo Scala, candidato in Sicilia Futura, poi ne seguirono altri ancora.
Con il ricorso si chiede che dall'ARS vengano estromessi tutti quegli eletti che non hanno, nei termini, presentato regolare documentazione inerente alla legge Severino.
Molti candidati non avrebbero sottoscritto regolare autocertificazione sulla modulistica che prevede l'elenco dei reati che precludono la candidabilità.
Per Vinciullo i ricorsi non solo sono fondati ma creeranno un caos, un vero terremoto politico.
Rosario Crocetta ha chiamato Nello Musumeci per congratularsi dell' avvenuta elezione, i due presto si incontreranno per parlare di Regione.
E' nato a Roma ieri, intanto, il movimento civico “la mossa del cavallo” di Antonino Ingroia. Sembra il titolo di un libro ma altro non è che un movimento non politico per come lo stesso Ingroia tiene a precisare e che potrebbe addirittura essere etichettato come antipolitico. La neo formazione civica non guarda a destra ma nemmeno a sinistra, considerato da Ingroia un contenitore vuoto, punta sui cittadini, alla difesa della nostra Carta Costituzionale, che battaglierà contro le lobby europee. Non sono grillini ma antisistema si.
Rossana Titone
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