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08/07/2018 06:00:00

Marsala. "La scuola a Ranna a rischio chiusura". "Non è vero, perde solo autonomia"

 Ampio dibattito in consiglio comunale a Marsala sulla scuola media di contrada Ranna, Giovanni Paolo II, il rischio ventilato è quello della sua soppressione.

L'istituto comprende anche le scuole elementari del territorio che è abitato da circa 20 mila cittadini.
Grande amarezza da parte di Giovanni Sinacori per il modo in cui la notizia è stata appresa dalla politica. In quella zona della periferia nord della città pare ci siano difficoltà nella formazione delle classi, si dice certo, il consigliere Sinacori, che l'assessore Annamaria Angileri, con delega alla Pubblica Istruzione, scongiurerà la chiusura del Giovanni Paolo II.
L'assise chiede chiarimenti alla Angileri. Enzo Sturiano, presidente dell'Aula, sostiene che da sempre c'è qualcosa in quel plesso che non va, anche nella formazione delle classi, c'è una volontà politica chiara, secondo il presidente, che si indirizza verso un determinato obiettivo.
L'assessore conosce bene la problematica, sia per la delega che per il lavoro svolto nella qualità di dirigente scolastica.
La stessa ha precisato che sotto i 600 studenti l'istituto perde l' autonomia ma non chiude, la perdita dell'autonomia comporta la non presenza del preside, che viene trasferito, e del segretario.
Giuridicamente accade che la scuola si avvia ad un anno di reggenza, se entro l'anno non viene ripopolata verrà aggregata ad un'altra scuola.
Il mancato raggiungimento del numero degli studenti è dato da uno spopolamento delle contrade, verso il centro della città, e dalla denatalità.
Se la scuola, durante il prossimo anno scolastico, recupererà il numero degli iscritti allora ritornerà autonoma.
L'aggregazione avviene seguendo i criteri della territorialità, cioè aggregandola alle scuole più vicine del territorio, come quella di contrada Paolini.
In tal senso si sono avviati già gli incontri con i sindacati di categoria, la Angileri ha chiesto e ottenuto con colloquio con il Provveditore agli Studi, successivamente in base alla relazione che ne verrà fuori riferirà all'apposita commissione consiliare.

Da parte dell'Amministrazione, fanno sapere, c'è la volontà di non sopprimere alcuna scuola e le iniziative in tal senso ci sono. ma l'indirizzo generale a cui dovranno attenersi è quello della razionalizzazione, il range entro cui gli istituti devono attenersi per numero di studenti è tra i 900 e i 1300 studenti.
Tuttavia, dice la Angileri, sono state attuate tutte le iniziative volte a salvare la scuola Giovanni Paolo II, anche se è impossibile monitorare i flussi degli iscritti con il solo orientamento.
Si tratta di un fenomeno che investe gli istituti di tutta la provincia, e che ha visto anni fa l'accorpamento del plesso Asta con la Luigi Sturzo.
Nel 2017 la stessa scuola aveva 610 iscritti, oggi annovera appena 580 studenti e per questi numeri perde l'autonomia. L'Amministrazione ha redatto una proposta e l'ha presentata alla conferenza provinciale, proposta che prevedeva un riequilibrio numerico di studenti per quelle realtà scolastiche in sofferenza, la proposta non è stata accettata.
Di sofferenza numerica si parla anche per l'istituto Stefano Pellegrino e per la Mario Nuccio.
La fotografia di oggi, data dalla denatalità e dallo spostamento verso le scuole del centro, è che la Giovanni Paolo II ha perso l'autonomia, andrà in reggenza senza un dirigente.
C'è una discussione avviata con i sindacati il cui orientamento è quello della fusione del Giovanni Paolo II con la Stefano Pellegrino.
La questione è più semplice di quanto appaia, se la scuola avrà 601 iscritti non perderebbe l'autonomia ma sarebbe controllata nei trend per i prossimi cinque anni.
L'Amministrazione è per mantenere l'autonomia ma se la proposta non dovesse essere accettata è necessario avere una alternativa.

Flavio Coppola, consigliere di IDP, lamenta il fatto che l'Amministrazione si attiva attraverso le note e le lettere agli organi preposti mettendosi a posto con la coscienza.
E' una Amministrazione che si affida al “fato”, dice Coppola.Non ci sarebbe stata, insomma, una attività forte da parte dell'assessore e del sindaco Alberto Di Girolamo. Per molti consiglieri, compreso Enzo Sturiano, non c'è stata malafede ma il fatto che il consiglio comunale, come accade spesso, non è stato informato di quanto accaduto: “Gli assessori non servono solo per tagliare i nastri”.
C'è la difesa del territorio, di quella contrada, e per i cittadini che vi abitano che meritano chiarezza.

A cogliere nel segno è Ginetta Ingrassia: i ragazzi hanno bisogno di scuole belle, accoglienti, funzionali indipendentemente dal loro assembramento, problema a cui ogni anno vivono tutte le scuole, quindi insegnanti e studenti.
La scuola Giovanni Paolo II c'è da dire che è entrata in crisi due anni fa, quando è andato in pensione il vecchio preside, Giuseppe Pellegrino: "La nuova Dirigente scolastica  - sostiene lui - pare non avere affrontato il problema del dimensionamento in maniera oculata ed attenta, non coinvolgendo il personale docente né i genitori degli alunni".

C'è anche una nota polemica, perché pare che Angileri si sia rivolta in maniera un po' scurrile verso il consigliere Aldo Rodriquez, e ha sbottato dicendo: "Che c...zo dici?".