Scrive il coordinamento "Mediterraneo di Pace-Alcamo" sull'aggressione del 19enne ivoriano
La brutale aggressione ai danni di un giovane proveniente dalla Costa D’avorio residente ad Alcamo, lo scorso giovedì, presso Alcamo Marina,
rappresenta l’ennesimo episodio razzista che negli ultimi mesi ha attraversato l’Italia, da Nord a Sud. La criminalizzazione dei migranti,
l’uso continuo (e colpevole) di un linguaggio sprezzante ed aggressivo da parte degli esponenti del governo, gli incalzanti tweet di un Ministro
dell’Interno che individua nello straniero l'origine di tutti i mali, hanno creato un clima di odio sociale ingiustificabile! Noi non ci stiamo! Non possiamo tollerare che il migrante sia diventato ormai l'arma di distrazione di massa per eccellenza e il capro espiatorio su cui riversare tutte le colpe di una politica incapace di rispondere alle esigenze di un intero Paese. Chiediamo alle istituzioni locali un segnale di forte condanna. Riteniamo che strutturare una società basata sui concetti di Noi e Loro sia assolutamente anacronistico e oltre qualsivoglia concetto di convivenza pacifica tra culture e popoli diversi.
Chiediamo di vivere il territorio pienamente, con tutte le persone che ne fanno parte, indipendentemente dallo status giuridico e dal colore della pelle poiché crediamo che la differenza rappresenti un elemento di forza e non di paura. Chiediamo che le Forze dell'Ordine siano garanti della sicurezza di tutti e che vigilino su chi inneggia ed incita all’odio e mette in atto azioni violente. Ci rifiutiamo di essere complici della politica irresponsabile, assetata di consenso messa in atto da questo governo. Esprimiamo la nostra totale solidarietà ad A. e a tutte le persone che sono oggetto di discriminazione e che subiscono violenza a causa del colore della pelle, della nazionalità, della religione, o per qualsiasi altro
motivo, poiché non c’è causa, motivazione, circostanza che possa giustificare un atto violento. E' necessario prendere posizione davanti
alla deriva di valori che sta ormai infestando le coscienze. Bisogna risvegliare l’umanità che risiede in ognuno di noi, uscendo dagli schemi
imposti dall’alto. Urge alzare la testa di fronte alle ingiustizie e alla violazione dei diritti di ogni singolo essere umano, rompendo il silenzio che ci rende complici di qualsiasi atto di razzismo.
Coordinamento “Mediterraneo di Pace - Alcamo”
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