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09/10/2018 06:00:00

Trapani, mistero in Procura: esplode chiavetta usb, ispettore ferito

16,10 -  Era destinata all'avvocato Monica Maragno la pennetta Usb esplosa ieri tra le mani (anzi, le dita...) di un ispettore di polizia giudiziaria alla Procura di Trapani. Cerchiamo di ricapitolare quello che è successo.

Un ispettore di polizia della sezione di pg della Procura di Trapani, Gianni Aceto, è rimasto gravemente ferito alla mano sinistra e ha rischiato di perdere tre dita a causa dell’esplosione di una chiavetta usb che ha inserito nel suo computer. Il congegno, che secondo i primi accertamenti conteneva esplosivo, era stato inviato all’avvocato civilistatrapanese, Monica Maragno, quasi due anni fa. Ma la donna, insospettita dal fatto che il mittente indicato non avesse confermato l’invio, aveva denunciato il fatto sul quale il pubblico ministero indagava già da due anni.



Un giallo sul quale la polizia sta cercando di fare chiarezza e che è costato all’ispettore delle gravi ferite che, però, non gli costeranno la perdita di tre dita, come inizialmente ipotizzato. L’uomo si trova ricoverato a Marsala presso il reparto di Chirurgia plastica, dove gli stanno riattaccato le dita.

Le indagini sul dispositivo erano iniziate due anni fa. L’avvocatessa aveva ricevuto una busta contenente la chiavetta che indicava come mittente l’Ordine degli avvocati. Una consegna che a Maragno era sembrata sospetta, tanto da contattare il consiglio forense per chiedere conferma dell’invio. Alla risposta negativa, l’avvocatessa ha deciso di portarla in Procura presentando un esposto.

A quel punto, la pratica è stata affidata al pubblico ministero che da quasi due anni ha avviato un’indagine contro ignoti sulla provenienza della busta, senza mai aprirla. Nelle scorse settimane, però, il pm avrebbe consegnato il dispositivo alla Polizia giudiziaria. Ma appena il poliziotto ha inserito la chiavetta nel computer, il congegno è esploso.

La procura nel frattempo ha aperto un fascicolo di inchiesta, contro ignoti, per minacce, lesioni gravi e possesso di esplosivo a carico di ignoti. Le indagini sono coordinate dal procuratore e capo Alfredo Morvillo e dal sostituto Antonio D’Antona che già nelle prossime ore potrebbero ascoltato l’avvocato Maragno per cercare di capire in quale direzione indagare. E’ evidente che la pen drive fosse infatti destinata alla professionista con l’intenzione di colpirla. Un episodio di intimidazione che ha scosso profondamente il mondo dell’avvocatura trapanese. «Siamo molto preoccupati, oltre che addolorati, per quanto accaduto. Siamo anche dispiaciuti perché un poliziotto è rimasto ferito. È una brutta vicenda su cui spero venga fatta luce», ha commentato l’avvocato Umberto Coppola, Presidente dell’Ordine degli avvocati di Trapani. «L’avvocato si era rivolta ai nostri uffici dicendo che aveva ricevuto un plico proveniente dall’Ordine degli degli avvocati – ha raccontato Coppola – ma i nostri impiegati avevano detto che non era una busta in dotazione dell’Ordine. La collega ha così ritenuto opportuno consegnare il plico alla Procura. Così ci ho pensato io a farla inoltrare alla Procura. L’abbiamo consegnata senza nessuna interlocuzione lasciando la busta in Procura. E ieri, a distanza di due anni, è esplosa. Mi dispiace molto che questo attentato abbia interessato un avvocato anche se ha colpito un poliziotto. Siamo dispiaciuti perché ci sentiamo colpiti come Ordine. Noi ogni giorno lottiamo per i diritti dei nostri colleghi. Ci preoccupa e ci addolora».

"Condanno fermamente il gesto di chi porta a termine atti scellerati, mettendo in pericolo la vita di innocenti. Esprimo a nome del governo regionale la piena solidarieta' e un augurio di pronta guarigione all'ispettore di Polizia di Trapani, Gianni Aceto, rimasto ferito stamane per l'esplosione di una chiavetta usb. A tutti gli agenti va inoltre la gratitudine e l'apprezzamento della Comunita' siciliana per il sacrificio e la dedizione con cui, ogni giorno, si adoperano per la tutela della legalita' nell'Isola". Lo dice il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci.

 

12,10 -  Arrivano nuovi particolari circa il caso della chiavetta Usb che è esplosa ieri in Procura a Trapani. La chiavetta era destinata ad un'avvocatessa civilista, circa due anni fa.

La donna ha fatto denuncia, perché era insospettita dal plico, che portava come mittente "Ordine degli avvocati di Trapani". La Procura ha delegato le indagini all'aliquota della Polizia di Stato della Procura, che solo ieri ha esaminato il contenuto della chiavetta, che però, appena è stata collegata al pc, è esplosa. Si tratta, dicono fonti interne agli ambienti investigativi a Tp24.it, di un tipo di ordigno che si trova facilmente on line e che costa anche meno di cinquanta euro. Dalla Procura nessuno parla, e nessuno fino a stamattina - quando Tp24.it ha pubblicato la notizia - aveva fatto trapelare nulla, per evitare un "rischio di emulazione del gesto".

Circa l'ispettore ferito, Aceto, non ha perso tre dita e non rischia l'amputazione della mano. Aceto è stato già sottoposto ad un intervento presso l'ospedale di Marsala, reparto di chirugia plastica, per la ricostruzione di parte del dito pollice. Le altre dita della mano presentano solo delle contusioni.

Destinataria della chiavetta un'avvocatessa di Erice, M.M. le iniziali.

11,20 - E' Gianni Aceto l'ispettore di polizia rimasto ferito dalla chiavetta esplosiva a Trapani. La notizia, pubblicata stamattina in anteprima su Tp24.it, è rimbalzata su tutti i media, i siti e le agenzie di stampa.

Un ispettore di polizia della sezione di pg della Procura di Trapani, Gianni Aceto, è rimasto gravemente ferito alla mano sinistra mentre stava inserendo una chiavetta usb in un computer. La chiavetta, che secondo i primi accertamenti conteneva esplosivo, contenuta in un plico, era stata inviata ad un avvocato che, insospettitosi, la ha, a sua volta, consegnata alla polizia. All'agente sono saltate tre dita della mano sinistra.

07,00 -  Paura e tensione ieri al Tribunale di Trapani. Per tutto il giorno si sono susseguite voci di un pacco bomba, e di un allarme infondato, ma in realtà è accaduto ben altro per qualcosa di sospetto. 

Ma in realtà è accaduto ben altro. E  potrebbe essere un episodio molto grave. Tutto comincia un anno fa - raccontano le fonti a Tp24.it  - quando un avvocato di Trapani ha ricevuto un plico per lui con all'interno una chiavetta usb e il mittente "Ordine degli avvocati di Trapani".

Il legale, però, si è informato presso l'Ordine e ha scoperto che nessuno gli aveva mandato una chiavetta usb in un plico. Ha pertanto fatto denuncia dell'accaduto e consegnato il plico in Procura.

A distanza di mesi, sono state avviate le indagini, con delega agli uffici di polizia giudiziaria della Polizia di Stato. La prima cosa da fare? Ovviamente, collegare la chiavetta ad un pc per esaminarne il contenuto.

E lì è avvenuto il fatto clamoroso: la chiavetta, infatti, una volta inserita, è esplosa. A quanto pare c'era un innesco esplosivo.  L'ispettore di polizia che è incappato nell'incidente si è ferito gravemente al pollice.

La vicenda, intanto, ha creato clamore e imbarazzo. Non è la prima volta, tra l'altro, che al Tribunale di Trapani avvengono fatti strani, che destano preoccupazione. E adesso le indagini procedono a tutto campo.