Informativa
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi.
Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie. Cookie Policy   -   Chiudi
09/10/2018 09:11:00

Trapani, il caso di Palazzo Lucatelli, De Santis: "Mai fatta denuncia. Altri, invece... "

 Giovanni De Santis, Consigliere Delegato dell'Ente Luglio Musicale di Trapani replica ad Antonio Galfano, ex Consigliere Delegato (incarico che ha avuto fino al 2012) dello stesso, che ha scritto un lungo intervento pubblicato in tre parti su Tp24.it

Motivo della replica? Alcune annotazioni che Galfano ha fatto sulla nostra inchiesta su Palazzo Lucatelli, il suo abbandono, il progetto irrealizzabile per il teatro, e i fondi persi per creare il polo culturale. In particolare nella terza parte del suo intervento, Galfano afferma che De Santis avrebbe fatto una denuncia, alla base delle indagini della Procura di Trapani. 

De Santis dice invece che non è vero. E questa è la sua replica: “Galfano asserisce che io avrei fatto una denuncia, il che non è vero. Io ho soltanto rappresentato i fatti al Consiglio di Amministrazione del Luglio per dovere d'ufficio, oltre che su precisa direttiva del CdA dell'Ente. Le carte sono state trasmesse in Procura dal Sindaco, nella qualità di Presidente del Luglio, quale atto dovuto. Sottolineo, inoltre, che la trasmissione degli atti in Procura è consequenziale all'esposto presentato verosimilmente dall'ingegnere Sardo (la sua mail figura nelle comunicazioni dell'Autorità Nazionale Anti Corruzione) sia in Procura che all'ANAC riguardo alla nuova progettazione commissionata all'Ingegnere Nola. In buona sostanza, a parte l'oggettiva gravità degli atti da noi esaminati, occorreva consentire all'autorità giudiziaria e all'ANAC di comprendere la ragione dei provvedimenti da me adottati con somma urgenza al fine di non perdere il finanziamento.”