Sempre più Comuni commissariati per mafia. Nell'ultimo anno sono aumentati del 162,50%
Crescono i Comuni commissariati per mafia: tra il 2016 e il 2017 sono aumentati del 162,50% mentre i 19 dei primi otto mesi di quest’anno hanno già quasi raggiunto quelli registrati nell’intero anno scorso (21).
E’ poco rassicurante la fotografia del fenomeno scattata da AGI-Openpolis nel report “Fuori dal Comune”. Dal 1991, anno in cui l’istituto e’ stato introdotto, ad oggi gli scioglimenti di consigli comunali per infiltrazioni della criminalita’ organizzata sono stati quasi 300. Nel 2012, con il governo Monti i commissariamenti per mafia sono stati 24, il 380% in piu’ dei 5 dell’anno precedente mentre con i governi successivi i numeri sono scesi, stabilizzandosi su livelli in linea con il passato (sedici nel 2013, undici nel 2014, sette nel 2015 e otto nel 2016) prima di tornare a salire quando al Viminale sono arrivati Minniti prima e Salvini poi. In media i commissariamenti per mafia dal 2001 al 2016 hanno rappresentato circa il 6% dei provvedimenti annui, ma l’anno passato questa percentuale si e’ impennata oltre il 14%: “Sembra che mai come oggi – osserva il rapporto – l’incidenza del fenomeno sia forte, un elemento che potrebbe essere spiegato anche da una maggiore collaborazione tra il ministero e le diverse prefetture locali”. Il 96,6% dei commissariamenti per mafia dal 2011 sono avvenuti nelle regioni del meridione (per lo piu’ in Campania, Calabria e Sicilia, che da sole hanno totalizzato il 90% dei provvedimenti), ma i numeri del settentrione sono in crescita: il primo Comune sciolto per mafia nel Nord risale al 1995, quattro anni dopo l’introduzione dell’istituto, ma tra il 2001 e il 2009 al Nord i Comuni sciolti per mafia sono stati zero e dal 2010 al 2017 sei.
Sempre dal 1991 ad oggi ben 59 Comuni sono stati sciolti per mafia piu’ di una volta: 24 di essi si trovano in Campania, 24 in Calabria e 11 in Sicilia. Tra questi, 16 i casi in cui i commissariamenti per ingerenza della criminalita’ organizzata sono stati tre: sei si trovano in provincia di Reggio Calabria, quattro di Caserta, due di Napoli, due di Vibo Valentia, uno in provincia di Catanzaro e uno di Palermo.
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