12/11/2018 07:40:00

Denunciò il pizzo: picchiato a sangue il titolare di un pub a Palermo

È stato picchiato a sangue Giovanni Caruso titolare di un pub in via Gerbasi a Palermo. I carabinieri stanno indagando sui contorni del pestaggio notturno. Si tratta di una delle persone che si sono costituite parte civile nel processo ai boss del pizzo del Borgo Vecchio.

Caruso stava tornando dal lavoro, quando scendendo dall'auto sarebbe stato pestato a sangue. Ad indagare i carabinieri del Nucleo investigativo.

La spedizione punitiva è arrivata a pochi giorni di distanza dalla sentenza nei confronti dei presunti mafiosi del Borgo Vecchio.

L’8 novembre scorso il gup di Palermo aveva condannato complessivamente a oltre mezzo secolo di carcere 13 tra estorsori, boss e uomini d’onore della cosca che imponeva il pizzo anche a Caruso. Gli imputati erano accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, intestazione fittizia di beni e rapina. La pena più alta (6 anni e 4 mesi) è stata inflitta al capomafia Fabio Bonanno.

Caruso ha una prognosi di venti giorni. L’uomo trascorrerà la notte in ospedale, in attesa dell’esito della Tac. Secondo una ricostruzione, gli aggressori lo hanno bloccato nell’androne di casa, dove era appena entrato dopo essere stato accompagnato dalla sorella, intorno alle 4. Con sé l’imprenditore, titolare di un disco pub a Borgovecchio, aveva l’incasso, una somma cospicua che, spiegano gli investigatori, non è stata toccata. A bloccarlo sarebbero stati in tre, l’hanno costretto a uscire dall’androne e a duecento metri dal palazzo lo hanno malmenato. L'imprenditore è stato sentito dai carabinieri. E’ stato predisposto in raccordo con la prefettura di Palermo un sistema di protezione.

 "Collaborare dopo che si è stati convocati dalle forze dell’ordine in quartieri come Borgo Vecchio e raccontare ulteriori episodi estorsivi non noti a magistrati e forze dell’ordine è tutt’altro che semplice e banale", ha scritto Addiopizzo in un comunicato diffuso dopo la sentenza di giovedì. Parole che oggi suonano come un nuovo allarme sul fenomeno del pizzo a Palermo. "Siamo una minoranza - hanno scritto i volontari antiracket - una minoranza che rappresenta una possibilità di cambiamento, che seppure non si sia compiuto, si è avviato anche grazie a chi ha 'soltanto' collaborato". A maggio, Giovanni Caruso aveva subito uno strano furto al pub, poi a giugno era stato avvicinato da alcuni giovani del quartiere. Addiopizzo stava preparando una festa al pub discoteca del commerciante antiracket, per ribadire il sostegno attorno a lui.



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