Quando Cristaldi voleva realizzare un "parco mistico" a due passi da Segesta...
Tre enormi statue di cemento e acciaio, alte 20 metri, raffiguranti Papa Woityla, Padre Pio e Madre Teresa di Calcutta. Tutte e tre messe in fila sui costoni non molto distanti dal parco archeologico di Segesta. Era questo il parco mistico, il progetto che venne in mente a Nicola Cristaldi quando fu già sindaco di Calatafimi.
Adesso, l’attuale sindaco Mazara del Vallo, ha deciso di candidarsi con il movimento I Futuristi da lui fondato a sindaco di Calatafimi-Segesta, dove ha guidato l’amministrazione comunale per dieci anni dal 1997 al 2007. E chissà se vorrà ripresentare quel progetto tanto criticato e osteggiato. Era il 2002 quando a Cristaldi venne in mente di realizzare il “parco mistico”. Un progetto che riguardava una zona vicina all’area archeologica di Segesta. Cristaldi, allora venne fermato da una protesta trasversale. 10 mila firme raccolte, una marcia d protesta di 2500 persone. Secondo cristaldi il “parco mistico” avrebbe fatto incrementare il turism religioso, attirando 250 mila fedeli l’anno. Una piccola Lourdes in salsa siciliana. Un progetto che cristaldi presentò all’assessorato al Territorio e alla Soprintendenza ai beni culturali. Costo: 5 milioni di euro. Esito: bocciato. Ma non fu solo l’assessorato a bloccare il progetto. Un gruppo di associazioni ambientaliste, da Legambiente a WWF, e sigle politiche come Rifondazione Comunista e Verdi, il 2 giugno 2002 si mise in marcia lungo il vecchio sentiero che costeggia il parco. E’ vero che il progetto venne bloccato. Ma il consiglio comunale, nel 2004, con ancora Cristaldi sindaco, approvò ugualmente il piano regolatore che consentiva la realizzazione di due strade che erano comprese nel progetto del “parco mistico”.
Il progetto prevedeva la realizzazione di tre volti di dimensioni varie di cui: Papa Woityla dimensioni 15x20x12 di profondità, Padre Pio 12x15x12,50 e Madre Teresa di Calcutta di dimensioni leggermente inferiori.
Tali costruzioni prefabbricate in cemento e acciaio sarebbero state ancorate ai costoni che si vedono salendo per Calatafimi dalla S.S.113, proprio sopra il santuario di Mango (VI-V sec. a.C.); a valle del santuario sarebbe stato realizzato uno spiazzo che si collegava tramite una strada (larga m.5 e lunga km.1,7) al terminal, dove sosteranno i pullman e le autovetture dei visitatori, sito nelle vicinanze della cantina Kaggera.
Il percorso della strada avrebbe attraversato terreni privati da requisire e costeggerà il fiume Kaggera, con notevoli forzature dal punto di vista costruttivo, in quanto si dovevano realizzare tunnel e tratti di strada in trincea con muri di contenimento etc., e il fiume stesso sarebbe stato attraversato in più punti (sono stati previsti ben tre ponti con struttura mista cemento-acciaio).
Un progetto molto invasivo per un’area storica meta, questa sì, di centinaia di migliaia di turisti ogni anno. Il comitato “No al Parco Mistico” fece una battaglia molto dura.
Ecco cosa scriveva nella petizione nel 2002.
“Con tale progetto si verrebbe a stravolgere ed aggredire non solo la natura di uno luoghi più belli della zona (il Vallone della Fusa), ma anche l’identità di un sito archeologico tra i più importanti d’Italia nel quale si sono succedute le più varie civiltà da quella elima a quella greca a quella arabo-normanna. Inoltre l’installazione dei tre volti mistici al solo scopo di incentivare l’economia locale, come viene candidamente affermato dagli stessi promotori dell’iniziativa, offende lo spirito religioso dei veri credenti riducendo il fascino sacro che indubbiamente aleggia nella zona ad un puro strumento di speculazione.
Ce n’è abbastanza per essere indignati come fedeli, come laici (quali siamo), come studiosi e come semplici cittadini attenti al proprio ambiente e alle proprie radici storiche.
Con lo specchietto per allodole dell’occupazione e del rilancio economico della zona si vorrebbe far passare l’ennesimo atto di vandalismo ambientale, spacciato per occasione di sviluppo.
Noi diciamo invece che LO SVILUPPO E’ GIA’ LI’: è nel parco archeologico, nel suo potenziamento e non nel suo stravolgimento, nella bellezza dei luoghi visitati ogni anno da mezzo milione di turisti.
E’ a partire da ciò che c’è, e che andrebbe diversamente valorizzato, che si possono porre le condizioni per uno sviluppo compatibile e duraturo.
Il santuario di Mango, ad esempio, è sconosciuto ai più , mancano le attrezzature museali, gli scavi andrebbero potenziati per portare alla luce la città antica e soprattutto manca un’attenta politica di promozione culturale ed adeguate strutture di servizio”.
Chissà se a Cristaldi verrà in mente di riproporre il progetto nel caso di elezione. Magari, se proprio non ce la fa con le statue, può portare con sè i vasi in ceramica che ha fatto mettere in giro per Mazara, e che puntualmente gli rompono.
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