10/02/2019 15:42:00

Trapani, Gregory Bongiorno scrive a Musumeci sulla crisi dell'Istituto Vite e Olio

Sulla crisi finanziaria dell’Istituto Regionale Vite e Olio che è pronto a fermare le attività, ci sono infatti già i primi ritardi sulla certificazione e su tutte le pratiche che riguardano le produzioni di qualità delle aziende, c'è l'intervento del presidente di Sicindustria Trapani Gregory Bongiorno, che invia una nota direttamente al presidente della Regione Nello Musumeci e agli assessori all'Economia e all'Agricoltura, Armao e Bandiera.

La situazione dell'Istituto è ormai critica, con i dipendenti che non ricevono gli stipendi da ottobre. Una crisi che nasce dal maxi pignoramento da oltre 3 milioni subito a ottobre da Veronafiere, che lamenta il mancato pagamento dello stand per il Vinitaly di qualche anno fa. Bongiorno nella sua lettera ai vertici della Giunta Regionale fa il punto della situazione, con un excursus storico di tutte le tappe che oggi hanno portato alla situazione attuale, chiedendo infine un intervento immediato che possa portare ad una soluzione, perché si rischia di bloccare il comparto enologico siciliano. Qui la lettera completa di Bongiorno:


"In riferimento alla gravissima situazione in cui versa l’Istituto Regionale Vini e Oli di Sicilia (IRVO, ex Istituto Regionale Vite e Vino), istituito con la Legge Regionale del 18 luglio 1950 n° 64, esprimiamo la nostra grande preoccupazione per i risvolti negativi che la stessa potrà avere sulle aziende del settore vitivinicolo e oleario e per le ripercussioni che si manifesteranno di conseguenza sull’intera economia
siciliana.
Recentemente anche la stampa ha evidenziato le forti difficoltà gestionali di tale importante Istituto, provocate dai continui tagli delle risorse, avvenute negli ultimi anni, da parte della Regione; tutto ciò ci induce ad esprimere una seria apprensione per gli operatori, per le aziende del settore, poiché il persistere di questo stato economico e finanziario dell’IRVO rischia di compromettere la certificazione dei vini a
denominazione d’origine controllata.
Noi sappiamo che la complessiva situazione debitoria dell’Istituto Regionale del Vino e dell’Olio (ex Istituto Regionale della Vite e del Vino) è stata determinata principalmente dai drastici tagli lineari operati dalla Regione Siciliana a partire dal 2012 sui capitoli destinati al funzionamento dell’Ente e alle attività promozionali. Il contributo per il funzionamento dell’istituto (comprensivo delle quote degli stipendi pari a 5,2 milioni per anno) veniva nel 2012 ridotto del 30% , da 6 a 4 milioni di euro. Identica somma veniva destinata nel 2013, mentre nel 2014 veniva ulteriormente ridotta a 2,6 milioni. Solo a partire dal 2015, il contributo è stato aumentato a circa 5 milioni di euro. Pertanto, nel triennio 2012-2014 non sono state garantite dalla Regione Siciliana all’IRVO le risorse sufficienti da destinare agli stipendi ed alle spese di funzionamento generali per circa euro 7,4 milioni. Inoltre, con la finanziaria regionale di agosto 2014, non è stato garantito il contributo per la promozione dei vini che fino al 2013 era di euro 2 milioni a fronte della partecipazione delle aziende vitivinicole ed olearie siciliane all’edizione del Vinitaly e del SOL di aprile 2014, determinando così un debito nei confronti Veronafiere, il quale ente si è rivalso nei confronti dell’IRVO per il recupero delle somme.

Per far fronte al contenzioso con Verona Fiere, l’attuale Governo regionale, con la L.R. n° 8/2018 art. 36 (successivamente modificato dalla L.R. 24 del 16 dicembre scorso) ha assegnato all’IRVO la somma di 3 milioni di Euro, provenienti dall’acquisizione da parte della Regione degli immobili dell’Istituto. Tali somme, però, per motivi tecnici, non potranno essere disponibili prima del mese di marzo. Responsabilmente, e nonostante tali difficoltà finanziarie, l'IRVO, con il suo qualificato personale tecnico, ha continuato a garantire la certificazione e controllo dei vini siciliani a DO, contribuendo alla complessiva crescita qualitativa del settore vitivinicolo siciliano. L'Istituto ha, inoltre, svolto un preminente ruolo tecnico nella definizione del disciplinare OEVO IGP Sicilia, riconosciuto dall'UE nel settembre del 2016, e successivamente nel controllo e certificazione dell'olio extra vergine di questa denominazione.
L’Istituto, oltre a ciò, sia nel 2011, 2015 e 2018 si è aggiudicato la certificazione dei vini maltesi a DOC/IGT, contribuendo al miglioramento qualitativo dei vini di questo piccolo Stato europeo a forte vocazione turistica.
L'IRVO, unitamente al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, ha per di più contribuito al riconoscimento UNESCO della "vite ad alberello di Pantelleria" quale patrimonio immateriale dell'Umanità (Parigi - novembre 2015), ottenendo così anche un riconoscimento internazionale per il lavoro svolto dal team tecnico-scientifico coinvolto.
Alla luce di tutto ciò, riconoscendo il ruolo fondamentale dell’Istituto in parola, in conclusione, facciamo appello al Governo regionale al fine di trovare urgentemente una soluzione tecnico/finanziaria che garantisca l’immediato pagamento degli stipendi ai lavoratori dell’IRVO che da ben 5 mesi continuano, nonostante tutto, ad assicurare la certificazione dei vini doc della Sicilia, di Malta e Gozo.
Un’interruzione di questo fondamentale servizio di certificazione rischia di bloccare le aziende dei due settori interessati con gravissime ripercussioni, sia per l’economia della Sicilia che per l’occupazione. Certi della Vostra sensibilità, affidiamo a Voi queste nostre preoccupazioni con l’auspicio che possiate trovare al più presto una soluzione al contenzioso con Veronafiere consentendo in tal modo all’Istituto di riprendere l’ordinaria attività di certificazione.



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