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08/03/2019 06:00:00

Mafia e politica a Campobello /1. Così sono state inquinate le elezioni

L''indagine "Scrigno", su mafia e politica in provincia di Trapani, che ha portato all'arresto dell'ex deputato Paolo Ruggirello interessa molto anche Campobello di Mazara.

E' il 2014. Ruggirello ha premura di concentrarsi sulle elezioni comunali di Campobello del novembre 2014 piuttosto che su quelle di Paceco, e dice al suo fedelissimo Francesco Todaro (indagato nella stessa inchiesta) che ha appena incontrato Filippo Sammartano (esponente mafioso di Campobello oggi deceduto) e lo rassicura  invitandolo a non recarsi a Paceco perché aveva già stabilito personalmente e riservatamente il “contatto” <<…non ci andare da quello di Paceco (Carmelo SALERNO ndr) perché ci ho parlato oggi io no… aspetto fra l’altro l’ho rintracciato qui il soggetto (ndr, Filippo SAMMARTANO)… >>.

Dopo circa un mese, scrive il Gip di Palermo, "il 17 Novembre 2014, le alleanze politiche mafiose, trovavano una rilevante conferma nell’elezione del Sindaco CASTIGLIONE Giuseppe e di alcuni consiglieri comunali, a loro graditi".

La sera stessa dello spoglio dell’elezioni comunali Ruggirello, Todaro e Calogero Giambalvo (assolto dall’accusa di mafia ma famoso per essersi vantato di aver incontrato Matteo Messina Denaro) si recano direttamente al Bar McOne, gestito dal mafioso Filippo Sammartano per festeggiare il risultato.

E' proprio nel momento in cui questo gruppetto entra nel Bar McOne che gli inquirenti vedono e intercettano Paolo Ruggirello chiamare il pregiudicato Carmelo Salerno, il punto di riferimento della mafia a Paceco. 

Nel corso del dialogo, Ruggirello ragguaglia il suo interlocutore sull’esito, a loro favorevole, della tornata elettorale appena conclusa a Campobello di Mazara, precisando che, la lista del movimento “Articolo 4” aveva superato la soglia di sbarramento del 5%,  Castiglione era stato eletto Sindaco, la prima eletta tra i consiglieri comunali donne era risultata Maria Tripoli (della famiglia di Tripoli ne abbiamo parlato su Tp24)  mentre la seconda delle non elette era  Daria Razziano, cioè la candidata “segnalata” da Filippo Sammartano e come si è visto anche da Carmelo Salerno.

Queste le parole testuali dell’On. Paolo RUGGIRELLO: <<…il sindaco è salito il nostro, la lista abbiamo preso quattrocentottanta sicuri!...aspettiamo un seggio... quindi il cinque per cento lo abbiamo preso… la prima eletta TRIPOLI e la seconda è la candidata che ci ha dato il tuo amico!...>>.

Dopo di ciò, Ruggirello che in quel frangente si trovava insieme proprio a Filippo Sammartano, consentiva a quest’ultimo di parlare telefonicamente con l’amico e Carmelo Salerno.

L'11 Settembre del 2015 nel corso di una conversazione telefonica tra l’allora onorevole RUGGIRELLO ed il neo Sindaco di Campobello di Mazara CASTIGLIONE  gli inquirenti ascoltano Ruggirello suggerire al neo Sindaco assegnare la delega assessoriale a Giacomo Sucameli , suo uomo di fiducia, già inserito nel suo staff presso l’ARS di Palermo, in modo tale da poter inserire Todaroal suo posto <<…quello che chiedo all'amico Peppe, da un punto di vista personale di ottemperare a questo ragionamento perché io ho un'esigenza per salvaguardare anche il mio coordinatore il professore TODARO (Francesco, ndr.) che è uscito fuori dal ragionamento dell'alberghiero di portarmelo con me al comando in Assemblea regionale nella mia segreteria e quindi nella mia segreteria io devo mettere fuori Giacomo SUCAMELI che per quanto mi riguarda e al di là d'essere un geometra è un uomo di partito è una persona competente è stato consigliere provinciale ha le sue conoscenze ha i suoi rapporti regionali …(…)… io ti dico assolutamente questa persona dico io ti chiedo di farla è una mia persona, sono io per una mia esigenza allo stato attuale ti darà il massimo contributo di collaborazione …(…)…ma io infatti ad oggi cosa ti voglio dire l'esigenza è politica! Quindi un uomo di partito che non è locale è chiaro ma che è stato con me in campagna elettorale a Campobello è pure chiaro ed evidente perché è stato con me a sostenere ed ha messo anche Lui dei candidati all'interno>>.

Il Sindaco di Campobello eseguirà il comando dell’onorevole Ruggirello e nominerà Assessore Giacomo Sucameli liberando così il posto nell’ufficio dell’Ars per Todaro.

Il Giudice per le Indagini Preliminari di Palermo dedica un intero capitolo sulle elezioni amministrative a Campobello di Mazara titolandolo così: L’INFILTRAZIONE MAFIOSA PER LA SCELTA DEI CANDIDATI ED I RAPPORTI DEL DEPUTATO REGIONALE RUGGIRELLO PAOLO CON ESPONENTI DI SPICCO DELLA CONSORTERIA MAFIOSA TRAPANESE.

Le parole del Gip di Palermo Morisini descrivono un’elezione elettorale campobellese totalmente inquinata dalla mafia: “Le indagini hanno evidenziato che per questa propaganda elettorale RUGGIRELLO Paolo si è avvalso della collaborazione di GIAMBALVO Calogero (anche quale tramite dello zio LA CASCIA Vincenzo), del mafioso campobellese SAMMARTANO Filippo e del mafioso pacecoto SALERNO Carmelo.

L’insieme delle acquisizioni investigative dimostrano una grave compromissione del libero svolgimento delle consultazioni elettorali, inquinate da esponenti di Cosa Nostra, grazie al ponte di collegamento, rappresentato da RUGGIRELLO Paolo, tra l’associazione medesima e le istituzioni.

CASTIGLIONE Giuseppe veniva eletto Sindaco di Campobello di Mazara con 3.358 voti di preferenza, in una coalizione formata dal PD (voti 707), Democrazia e Libertà (voti 2.422) e Lista Articolo 4 (voti 498), grazie al supporto supporto della lista “articolo 4”, coordinata da RUGGIRELLO Paolo, il quale otteneva il supporto di LA CASCIA Vincenzo e SAMMARTANO Filippo, organici al mandamento mafioso di Castelvetrano, nonché da SALERNO Carmelo, della famiglia di Trapani.

Gli stessi esponenti mafiosi avevano “sostenuto” la candidatura a consigliere comunale di RAZZIANO Daria, TRIPOLI Maria e BASIRICO’ Fabio Mario inseriti nella lista dell’”Articolo 4”.

RAZZIANO Daria, che otteneva 149 voti, veniva indicata da SAMMARTANO Filippo quale candidata da inserire nella lista di riferimento di RUGGIRELLO (Articolo 4).

In tal modo, quest’ultimo contribuiva a fari sì che gli interessi di Cosa Nostra potessero essere rappresentati nelle istituzioni comunali anche in via diretta.

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