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10/03/2019 06:00:00

Mafia e politica a Campobello di Mazara/3: il ruolo di Giambalvo e Ruggirello

Secondo il Giudice per le indagini preliminari che ha firmato l'ordinanza "Scrigno" la mafia permea tutta l’attività politico-elettorale del comune campobellese. Scrive il giudice “Ancora una volta, RUGGIRELLO Paolo veniva indicato come il perno politico per stringere alleanze elettorali ed accordi con esponenti di Cosa Nostra, organizzando per tale scopo “incontri riservati”. Emergeva la programmazione di un patto politico-mafioso tra esponenti mafiosi campobellesi, LA CASCIA Vincenzo e SAMMARTANO Filippo, e l’intera area riconducibile al movimento articolo 4, il cui massimo rappresentante era proprio RUGGIRELLO.”

Gli inquirenti intercettano una conversazione tra Giambalvo e Santo Corrente , consigliere comunale di Partanna, nonché commissario locale dell’ Articolo 4.

Discutono del contesto criminale mafioso campobellese: inizialmente, della caratura criminale di Mario Tripoli , figlio del più noto Paolo , nonché fratello di Maria Tripoli, candidata nella lista dell’Articolo 4.

Addirittura Giambalvo si lamenta di una richiesta estorsiva avanzata nei suoi riguardi proprio da Mario Tripoli, azione non gradita dallo stesso Giambalvo che si era rivolto alla sorella Maria Tripoli, attuale consigliere comunale, per lamentarsi di quanto accaduto: Giambalvo “e poi mi ha chiamato Mariella, però io chiamavo Lei e Lei chiamava me le ho detto vedi che è venuto tuo fratello e soldi non ne aveva, io non ne do a nessuno merce Maria! Non ti offendere, anzi no, io non mi offendo (parole di TRIPOLI Maria, ndr.) Loro hanno sbagliato a venire da te, poi è venuta e le ho raccontato la situazione, le ho detto sono venuti sotto un’altra forma non sono venuti soltanto perché non avevano soldi hai capito? Daglieli tu gli indirizzi a tuo fratello io le ho detto non è che devo darglieli io…”

La vicenda veniva risolta, secondo il racconto di GIAMBALVO, grazie al coinvolgimento di un altro soggetto mafioso di Campobello di Mazara, noto ai lettori di Tp24.it.: Cinuzzu Urso.

Dice Giambalvo:  “…sono venuti da malandrini…poi un giorno ero a Campobello con “uno” io al Bar e Lui (TRIPOLI Mario, ndr.) mi è venuto a salutare io gli ho detto: “io spero soltanto che tu hai capito che hai sbagliato porta è giusto?” davanti a “quello” gliel’ho detto, gli ho detto: “spero soltanto che tu oggi hai capito che avevi sbagliato strada è giusto?”, no mi ha detto Lillo a posto, tutto chiarito, a posto, a posto e non si è visto più nessuno, minchia vengono da me che sono “cunsumatu”.

Dopo aver parlato del contesto mafioso e di estorsioni, Giambalvo e Corrente iniziavano a discutere della campagna elettorale campobellese e delle possibilità di successo, grazie al coinvolgimento di esponenti mafiosi, della lista “Articolo 4”, che avrebbe appoggiato la candidatura a Sindaco di Castiglione.

Parla sempre Giambalvo:  “allora se noi ci lavoriamo, se ci lavoriamo davvero, siamo tra…con il primo ce la giochiamo, chissà ti immagini che CASTIGLIONE (Giuseppe, ndr.) si atteggia perché ha la sua lista, con il primo ce la giochiamo Santo! Santo se noi abbiamo la fortuna di prendere tre candidati buoni, tre a parte Vincenzo e Mariella, cinque candidati la siamo, la vedi che siamo Santo, perché CASTIGLIONE ha politici voti non ne hanno, ha politici, dai politici voti non se ne raccolgono, ha politici, ha politici e un Donato VENEZIA per dire, un Totò GANDOLFO, queste persone tipo queste persone ha CASTIGLIONE hai capito? Ha queste persone, politici, Totò GANDOLFO che ha dimostrato, ha preso cento voti Donato VENEZIA che minchia ha fatto…>>.

GIAMBALVO Calogero, dunque, individuava in SAMMARTANO Filippo e in quella dello zio LA CASCIA Vincenzo coloro che erano in grado di far ottenere successo alla lista “Articolo 4”.

L’intenzione di GIAMBALVO, stimolato e incentivato da CORRENTE GIANNETTO, era quella di organizzare un incontro tra Ruggirello e l’esponente mafioso SAMMARTANO Filippo, mentre per quanto riguardava lo zio LA CASCIA Vincenzo avrebbe utilizzato come portavoce Vito Bono (arrestato per mafia nell’operazione Anno Zero). Giambalvo: “minchia dobbiamo lavorarci, minchia dobbiamo lavorarci! dobbiamo lavorarci, a Lui (SAMMARTANO Filippo, ndr.) lo portiamo chissà da Paolo (RUGGIRELLO, ndr.) ma non a mio zio ah! (LA CASCIA Vincenzo, ndr.) mio zio non deve venire da nessuna parte! mio zio deve stare a casa e deve dire pure che politica non ne fa per nessuno, perché l’altro giorno mi sono “pizzuliato” (ndr litigato) per questo discorso vedi che tu la minchia non la devi rompere zio mio, non ti devi esporre per nessuno apertamente ah devi dire che non te ne fotte un cazzo di nessuno, che vinca il migliore gli ho detto, hai capito zio mio? no mio zio non lo dobbiamo portare da nessuna parte perché se no tutti rovinati siamo! da nessuna parte deve venire, ci portiamo a Lui…(SAMMARTANO Filippo, ndr.) …(…)… te l’ho detto sempre davanti a te ti dice, Lillo tu non lo sai? a me non mi interessa, parlate con Vito BONO io politica non ne voglio fare, davanti a te dice cosi, parlate con Vito BONO, poi tutto quello che dice Vito BONO è tutto quello che dovrebbe dire mio zio! Ma Vito BONO è stravagante è handicappato è che gli lava le pezze di terra e io ci dico ho ti metti con questo handicappato, gli dico a mio zio, (ride) cosi per dirti…”.

Santo Corrente rispondeva “gli parli, li stringi, facciamo un incontro "riservato", incontro "riservato"! incontro "riservato" Noi e Noi lo portiamo immediatamente da Paolo (RUGGIRELLO, ndr.) no tuo zio non deve venirci! tuo zio, tuo zio, tuo zio, tuo zio, tuo zio no, no, non si interessa lui, lui non si interessa tuo zio noi, noi lo incontriamo a tuo zio per i fatti nostri qualche giorno per un caffè, ma proprio cosi, proprio per fare…”.

Il potere mafioso esercitato da suo zio esalta Lillo Giambalvo che intercettato confessa a Giuseppe Panicola, marito della consigliera comunale Maria Tripoli “vero, io per esempio … perché con mio zio ci ho parlato mai io? Vedi che mi devi dare i voti a …inc... mio zio qua è amico di tutti, si bacia con tutti, da i voti a tutti, poi sai cosa faccio ...io così funziono non ci posso fare niente, ma perché sono sicuro, se non ero sicuro ci “avissi battuto” è normale (nel senso che lo avrebbe preparato anticipatamente ndr). Io faccio per dire, si vota la domenica il sabato con mia moglie me ne vengo qua da mio zio e mio zio .. gli dico … vedi che a me questa situazione mi interessa Zu Vicè. A posto non dire niente a nessuno perché ho dato parola a quello, ho dato parola a quello per me sono tutti amici per me …. questo mi ha detto: ha posto non ti preoccupare. Poi me la spirugghiu iu (se la sbriga lo zio ndr). E’ questo è il discorso…”.

 

Fine Terza Parte