Eleonora Lo Curto: "Sicilia, basta votare con la pancia. Così l'Italia è più debole"
Eleonora Lo Curto, deputata regionale dell'Udc, le elezioni europee hanno dato un quadro della politica diverso in Sicilia, rispetto alle Politiche di un anno fa. Soprattutto per i tanti voti ottenuti dalla Lega, come commenta?
Gli esperti di politica europea hanno detto che con l'exploit della Lega l'Italia è più debole.
Lo è?
Sì, drammaticamente, perchè vince quest'area antieuropeista. Una linea politica che noi non abbiamo condiviso in Sicilia. Con assoluta libertà dico che sono felice del risultato dell'area moderata, che anche grazie a me e all'Udc, per Giuseppe Milazzo che ha sposato un progetto moderato che rappresenta Gianfranco Miccichè. Un progetto che dice no ai sovranismi e ai populismi. Quest'area politica ha ottenuto un risultato importante per la Sicilia che potrà diventare laboratorio per il futuro.
Il Pd invece elegge due europarlamentari, Bartolo e Chinnici.
Sono anche contenta del risultato del Partito Democratico. Ci vuole un Pd capace di rappresentare dei valori e di un progetto di rinascita culturale. Mi auguro che la Sicilia sia laboratorio anche di buone pratiche, insieme a questa sinistra possiamo ragionare sul futuro.
Però ci sono i tanti voti alla Lega in Sicilia.
Sono dolente solo per una cosa. Che ci scopriamo in Sicilia razzisti, qualcuno si è inventato un nemico che non avevamo e che non esiste. L'odio verso il Sud in realtà è stato spostato solo più a sud della Sicilia. Non ho un problema contro qualcuno, sono fermamente legata all'idea che la nostra terra abbia bisogno di un progetto laico e inclusivo. Ha bisogno di non essere espropriata di risorse. Che in Europa ci sia davvero la Sicilia che conta. Il progetto della Lega è antimeridionale.
In che senso?
Non solo perchè ci sono pronti i decreti sul regionalismo, ma soprattutto perchè vogliono il nostro consenso, e lo hanno ottenuto purtroppo, per ridimensionare il contributo che lo Stato offre all'Europa per i fondi strutturali. Sappiamo bene che senza quei fondi strutturali che arrivano al Sud, e in Sicilia in particolare, noi non potremo vivere, non potremo pensare un'idea di sviluppo. Ridimensionare questo contributo significa fare arrivare meno soldi. Io mi sono battuta, ho cercato di fare capire che non ho un problema contro qualcuno, ma il problema serio è che la Sicilia la deve smettere di votare con la pancia. E purtroppo che abbia votato con la pancia lo dicono i numeri. Chi ne capisce lo dice che in questo momento storico non contano le idee ma i leaderismi. Questo rende l'Italia più debole.
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