Vince la politica: all'Orchestra Sinfonica Siciliana ci va Ester Bonafede
A dimostrare che la competenza serve poco, quando c’è da fare posto ad un nome gradito, lo dimostra la politica.
E’ stata nominata Ester Bonafade, già sovraintendente della Foss durante i governi regionali targati Cuffaro e Lombardo, a capo dell’Orchestra Sinfonica Siciliana.
Il nome lo ha scelto Gianfranco Miccichè, che ha poi fatto il dovuto pressing su altri esponenti politici, alla fine il cda ha deciso per la Bonafede, nonostante ci sia stato il no dei sindacati e del Comune. Un grazie la Bonafede lo deve al forzista Stefano Santoro, presidente del cda, il cui voto vale doppio.
Non passano nomi di peso con curriculum rispettabilissimi, in lista c’erano Giovanni Pacor, ex sovrintendente dell'opera nazionale di Atene e del Teatro di Genova, Gennaro Di Benedetto, ex capo del personale della Scala di Milano, sovrintendente a Genova e Cagliari nonchè direttore del Santa Cecilia di Roma, Alessandro Galoppini, direttore artistico del Regio Teatro di Torino, Paolo Petrocelli, ex componente del cda dell'Opera di Roma, Paolo Frassinelli, membro dell'Orchestra sinfonica Toscana, l'avvocato Michele Lai, esperto di diritto dello spettacolo.
Per Ester Bonafede il compenso sarà di 70 mila euro annui a cui si aggiungeranno i premi di produttività.
La spunta Miccichè che ha voluto la Bonafede per l’appoggio che la stessa ha offerto in campagna elettorale a Giuseppe Milazzo, eletto al Parlamento Europeo.
Quello che non si comprende è perché ridurre tutto a “teatrino”, perché emanare un bando se poi l’epilogo era noto a tutti, da qualche settimana. Una pagina di vecchia politica, gli sforzi di rinnovamento e le belle parole non producono fatti nuovi o di miglioramento del quadro politico. Spartizione di poltrone.
La politica batte la competenza di altri candidati, e non dice che la Bonafede è stata assessore della giunta di Rosario Crocetta sulla quale, peraltro, c’è una sentenza con la quale si condanna l’esponente dell’UDC a risarcire di 700 mila euro alla Regione, soldi spesi illegittimamente dice la Corte dei Conti.
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