13/08/2019 06:00:00

Sicilia, sanità al collasso. Ecco come vuole curarla il Governo Musumeci

 Perdurante crisi della Sanità siciliana dovuta ad una strutturale carenza di organico.


Mancano i medici. E’ emergenza in tutti gli ospedali della Sicilia, reparti al collasso, sale operatorie ridotte al minino del capitale umano e quindi costrette ad operare a singhiozzo.

La fotografia è quella di sempre, con una maggiore presa di coscienza: continuando così gli ospedali avranno medici sempre più anziani, mancano i sostituti, la rigenerazione del personale. A farne le spese il cittadino, il paziente.
Corre ai ripari il governo Musumeci, l’assessore alla Salute Ruggero Razza, d’intesa con il Presidente della Regione, ha adottato delle misure straordinarie per tamponare la mancanza di medici specialisti che si ripercuote poi nell’erogazione dei servizi.


Ci sarà il coinvolgimento dei medici già andati in pensione, che verranno richiamati nel “Piano straordinario” per il Sistema di Emergenza Urgenza regionale, accanto vi saranno i neolaureati non ancora specializzati e i “Convenzionati”.


La problematica non investe solamente l’Isola ma tutto il Paese, le misure sono state adottate dalla giunta regionale proprio per rispondere alle esigenze dei vari territori.
Si prevede l’ affiancamento, intanto, dei medici appena laureati e ancora non specializzati ai medici ospedalieri andati in pensione, ma nelle piene capacità di poter ancora esercitare. Un sistema un po' all’americana, non una perfetta fotocopia ma l’impronta è quella.


Si attueranno dei percorsi di tirocinio chiamati “Training on the job” e riguarderanno sempre l’Area dell’emergenza urgenza. Questi percorsi di formazione verranno coordinati dal Cefpas che pubblicherà un avviso per poter accedere al corso di formazione per l’idoneità allo svolgimento delle attività mediche di emergenza territoriale. I posti disponibili saranno 200.


Spetterà poi alle Aziende sanitarie e ospedaliere indicare il fabbisogno dei medici dell’emergenza e quindi stipulare una convenzione con la Cefpas, ogni tutor potrà massimo avere tre medici tirocinanti in affido.
I costi saranno a carico delle Aziende e del SSR.


Uno dei punti del Piano di Razza prevede l’utilizzo dei medici convenzionati, che saranno impiegati presso i Pronto Soccorso o in strutture diverse laddove se ne ravvisasse la necessità.
Le ASP potranno, inoltre, conferire incarichi per i Pronto Soccorso a medici che siano titolari di continuità assistenziale e che siano in possesso dell’idoneità in emergenza sanitaria territoriale.
I medici in pensione verranno richiamati attraverso la pubblicazione da parte delle ASP di un “Avviso di disponibilità”, dovranno avere i titoli per operare direttamente



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