12/09/2019 06:00:00

Castelvetrano, chiuso per degrado il parco “Falcone e Borsellino”

 Siringhe, bottiglie di birra, bagni distrutti, l’antico chiosco bar totalmente vandalizzato, con infissi divelti e materassi sparsi qua e là. Senza contare i numerosi incendi di natura dolosa che si sono verificati nel corso degli anni.

Per la prima volta nella storia della città. Il giardino comunale “Falcone e Borsellino” è stato chiuso per degrado.

 

Ma attenzione, il degrado è endemico: oggi con i 5 Stelle, ieri con i commissari, l’altro ieri con Errante.

Il sindaco Alfano ha chiuso i cancelli. Dice che vuole dare il parco in gestione con u bando pubblico ad una ditta o un’associazione, riaprire il bar, organizzare manifestazioni.

Ma intanto rimane chiuso. E prima di questa chiusura, già da tempo il campo di bocce era deserto, così come i tavoli dove gli anziani si riunivano per giocare a carte. Senza contare le famiglie con bambini, scomparse dalla “Villa Garibaldi” (così si chiamava un tempo) da troppi anni, forse da decenni.

 

Le episodiche pulizie dei volontari non hanno funzionato, si sono rivelate inutili nel loro lodevole intento di sensibilizzare al rispetto dell’ambiente. Così come quella pavimentazione realizzata dall’ex sindaco Pompeo grazie ad un finanziamento regionale di 110 mila euro, rimarrà al momento inutilizzata.

Certo, è vero che ci vorrebbero le telecamere, i controlli, le sanzioni, in una città dove l’educazione civica ha sempre bisogno di essere imposta. Altro che sensibilizzazione.

 

Intanto i volontari non si arrendono e prima della Fiera della Tagliata di domenica prossima, hanno dato una pulita all’altro parco, quello delle Rimembranze.

L’amministrazione, dal canto suo, ne ha ripristinato i bagni attraverso la società Pulitalia che ha provveduto alla disinfestazione e alla sostituzione dei sanitari che erano stati divelti dai vandali.

Ma se dopo la fiera non saranno previste specifiche misura di custodia e di controllo, anche questo parco rischia di tornare ad essere divorato dal degrado.

 

Però non potrà essere chiuso: dopo gli interventi di qualche anno fa, l’area, seppur delimitata da una recinzione, si è trasformata in una zona aperta.

Aperta al degrado, purtroppo.

 

Egidio Morici