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17/02/2026 06:00:00

Stagnone, gli scienziati: "Antropizzazione e Kite sono alcune delle minacce per la sua biodiversità"

Un punto di vista non politico né ideologico, ma scientifico. È stato questo il taglio del convegno “La Riserva Negata – Analisi e valutazioni sul futuro dello Stagnone di Marsala”, ospitato, sabato 14 febbraio, nella Sala Conferenze “Fama” del Parco Archeologico di Lilibeo, dedicato alla situazione della Riserva Naturale Orientata Isole dello Stagnone di Marsala.

L’iniziativa, promossa dal Circolo Legambiente Marsala–Petrosino in collaborazione con diversi Ordini professionali, è nata dall’esigenza di affrontare in maniera organica le numerose criticità che interessano un’area di straordinario valore ambientale, paesaggistico e scientifico, da tempo al centro di polemiche e crescenti preoccupazioni nel territorio.

 

Pianificazione e responsabilità

A portare i saluti dell’Ordine degli Architetti di Trapani è stato Aldo Rodriquez, consigliere segretario della Fondazione Architetti di Trapani “Francesco La Grassa”, in sostituzione del presidente dell’Ordine, l’architetto Gianfranco Naso.

“Lo Stagnone è un ecosistema fragile e un patrimonio di grande valore, dove ambiente, storia e attività umane convivono in un equilibrio che richiede attenzione e responsabilità. Come Ordine ribadiamo tre principi fondamentali: pianificazione, regole chiare e strumenti efficaci per coniugare tutela e sviluppo sostenibile. Non c’è valorizzazione senza governo del territorio, né economia duratura senza salvaguardia ambientale. Gli architetti possono contribuire con competenza tecnica e cultura del progetto, mettendo al centro paesaggio, identità e sostenibilità. Lo Stagnone è una responsabilità collettiva”.

 

Flora e biodiversità sotto pressione

Della flora dello Stagnone ha parlato il biologo dell’Università di Catania, Salvatore Cambria: “La flora dello Stagnone è molto ricca, con molte specie caratteristiche ed esclusive di questo territorio, che le conferiscono un grande valore dal punto di vista della biodiversità. Purtroppo, come in altre aree della Sicilia, le minacce sono legate all’urbanizzazione, all’antropizzazione, alle specie aliene, agli incendi e anche alla balneazione. Per favorire la conservazione di queste piante credo sia fondamentale che chi vive nel territorio conosca questo prezioso patrimonio per poterlo tutelare”.

 

 

Consumo di suolo e vigneti scomparsi

Di consumo e uso del suolo a Marsala ha parlato l’agronoma marsalese Antonella Ingianni. La percentuale ha raggiunto il 61%, tra le più alte in Sicilia, con un incremento che interessa soprattutto la fascia costiera dello Stagnone.

Attraverso immagini comparative di vent’anni fa e della situazione attuale, Ingianni ha evidenziato il debito economico annuo derivante dal consumo di suolo, stimato in 88mila euro per ogni ettaro consumato, e il danno ambientale legato anche all’estirpazione dei vigneti nell’area dello Stagnone.

 

Le esperienze delle altre riserve

Tra gli altri interventi, quelli legati alle esperienze di gestione di aree protette e siti Natura 2000. Silvana Piacentino del WWF, direttrice della Riserva Naturale Orientata Saline di Trapani e Paceco, ha illustrato il lavoro svolto in trent’anni dalla nascita della riserva.

Augusto De Santis, consulente ambientale ed ex gestore di diverse riserve naturali, ha raccontato il suo primo impatto con lo Stagnone: “Pensavo di trovare qualcosa di diverso e tante specie di volatili, ho visto solo vele di kitesurf. Allo Stagnone – ha detto schiettamente – bisogna ripartire dal principio di legalità che dovrebbero far rispettare per primi gli amministratori”.

Paolo Galasso, della Fondazione Pro Biodiversità, ha comunicato l’acquisto di diversi ettari dei Margi Spanò a Petrosino con l’obiettivo di replicare esperienze già avviate altrove e farne una riserva. È intervenuta anche Giulia Casamento di Legambiente, direttrice della Riserva Naturale Grotta di Santa Ninfa.

 

I numeri dell’avifauna e il nodo kitesurf

L’ornitologo Andrea Cusmano ha fatto il punto sulle specie volatili presenti nella riserva: 208 quelle censite, di cui 50 nidificanti regolari. Su un aspetto è stato netto: “Il kitesurf non dovrebbe essere permesso allo Stagnone di Marsala così come lo prescrive il regolamento. Tutti gli sport acquatici disturbano e minacciano la vita delle specie volatili che vivono nella riserva”.

 

 

L’assenza delle istituzioni e la proposta finale

Letizia Pipitone, di Legambiente Marsala Petrosino, ha spiegato il senso dell’iniziativa: “Ci occupiamo di Stagnone da sempre, ma questa volta vogliamo far parlare la Scienza. Vogliamo far emergere con questo convegno le ragioni della natura e questo si può fare senza posizioni preconcette, ma facendo parlare gli scienziati e chiedendo a loro analisi e soluzioni. Ciò che è mancato in questo convegno è la presenza delle Istituzioni che non hanno voluto confrontarsi, non con gli ambientalisti ma con chi studia questi fenomeni. Sono gli scienziati che ci dicono che il cambiamento climatico è all’origine dei mali dello Stagnone, come anche la pressione antropica”.

A chiudere i lavori è stato Giuseppe Marino, presidente di Legambiente Marsala Petrosino, che ha annunciato la proposta al Libero Consorzio Comunale di Trapani di ricostituire il Comitato tecnico scientifico dello Stagnone, per riportare al centro programmazione e gestione condivisa di uno dei luoghi naturali più importanti non solo del marsalese ma dell'intera Sicilia.