13/09/2019 06:00:00

Pd-5 Stelle, prove di alleanza anche in Sicilia. Ecco cosa succede all'Ars

 L’asse Pd- movimento Cinque Stelle si è creato anche all’ARS, le opposizioni mirano a tenere ben ferme le attività per non fare andare avanti l’esecutivo guidato dal presidente Nello Musumeci.


Questa alleanza, spuria, potrebbe portare allo svilimento della maggioranza che in Assemblea non è mai stata compatta e che spesso è andata sotto con i numeri.
La prova di forza non è solamente l’attuale Collegato ma sarà la successiva legge di Bilancio, i grillini ipotizzano problemi di cassa per la Regione e chiedono all’assessore all’Economia Gaetano Armao di riferire in Aula lo stato reali dei conti.


L’alleanza romana, insomma, è destinata a produrre effetti anche alla Regione. Il centrodestra è guardingo e cerca di correre ai ripari. Il neo ministro Dario Franceschini, uomo di riferimento di Peppino Lupo, capogruppo dem, da Roma ha già dichiarato che le prossime competizioni sia regionali che amministrative vedranno in corsa i due schieramenti. Così diversi ma così uguali nella ricerca del potere che si quantifica nella ricerca delle poltrone. Il Partito Democratico è debole sui territori, senza l’alleanza grillina non potrebbero finire al governo regionale, nelle città dove i pentastellati hanno amministrato hanno fallito, tanto da non essere riconfermati. E’ questo il compromesso della politica, stare insieme per vincere.
Cosa penseranno gli elettori però rimane ancora da verificare.


Punti in comune davvero pochi, il deputato Cinque Stelle Francesco Cappello ne indica due in ambiente e rifiuti, si sofferma poi sulle ipotetiche alleanze: “O si va da soli o con liste civiche”. La mano è stata già tesa, il Pd non corre con il suo simbolo da tanto tempo e quando lo fa non è premiato dagli elettori.
I parlamentari del Pd parlano di una collaborazione che c’è sempre stata con i grillini, adesso rafforzata dal nuovo governo rosso giallo.
Non disdegnano questa interlocuzione anche i deputati di Sicilia Futura, oscillanti: un po' a destra e un po' a sinistra. Per questo magari proprio vicini al M5S.


Nicola D’Agostino ed Edi Tamajo guardano con attenzione alla collaborazione grillina.
Maggioranza di centrodestra in Assemblea molto risicata, 37 deputati contro i 33 dell’opposizione, vietato assentarsi.
Si tornerà in Aula martedì, da approvare c’è il Collegato. I grillini sono molto critici, per Francesco Cappello si tratta di “Un maxiemendamento truffa, concordato da pochi intimi, sul quale, alla luce dell'incremento del disavanzo venuto fuori questa estate, potrebbe non esserci nemmeno  copertura finanziaria.

È ridicolo stare ancora a parlare di Finanziaria 2019, quando dovremmo invece cominciare a pensare alla prossima. A metà settembre siamo ancora alle prese con una interminabile ed estenuante sessione di Bilancio, mentre  non c'è assolutamente traccia delle epocali riforme strombazzate da Musumeci in campagna elettorale. Nelle scorse settimane il presidente della Regione si è vantato di avere  spedito il gagliardetto della Sicilia nello spazio. Comprendiamo il suo entusiasmo per quello che può essere considerato finora il più grande successo del suo governo, ma gli ricordiamo che i siciliani ancora aspettano i primi atti concreti di questo esecutivo sulla terra”.


A difendere il lavoro della maggioranza è il deputato forzista Tommaso Calderone: “Poteva essere scritta una bella pagina per il popolo e i lavoratori siciliani. La cronaca parlamentare recita però un’altra storia, in cui i giochi della politica hanno avuto il sopravvento, sulla scorta di questo indegno accordo consumato a Roma. Qui però siamo in Sicilia, e le cose stanno diversamente. Abbiamo lavorato, prendendo impegni. La coalizione di maggioranza è coesa e continueremo a servire il popolo. Alla fine del quinquennio tireremo le somme valutando chi avrà lavorato, chi si sarà distinto per correttezza e chi invece per opportunismo o egoismo. Si vedrà chi ha fatto demagogia, parlando bene un giorno della Lega e l’altro del Pd o screditando entrambi per poi allearsi in coalizioni innaturali. La politica è serietà e sobrietà. In questi mesi abbiamo lavorato a un Collegato ottimo, frenato solo dai giochi di potere che però non lo hanno bloccato ma solo rallentato. Certamente non finisce qui. Andremo avanti per il bene della Sicilia”.


Il Collegato che avrebbe un testo snello contiene finanziamenti per 28 milioni di euro, una norma che grillini e dem ritengono clientelare. Il Collegato si trova adesso in commissione Cultura, guidata dal deputato catanese dem Luca Sammartino, e approderà in Aula martedì prossimo.