19/10/2019 06:00:00

L'evasione in Sicilia tocca numeri record. 20 miliardi di redditi non dichiarati

20 miliardi di euro di redditi prodotti ma non dichiarati, tre miliardi all'anno l'evasione dell'Irpef, sono questi i numeri impressionanti  in Sicilia che danno la dimensione del sommerso.  E questi numeri contribuiscono al disavanzo del nostro Paese che spende 900 miliardi di euro e ne incassa 850.

In Sicilia la spesa supera le entrate -  I redditi ufficialmente dichiarati assommano a 46 miliardi euro (anno d'imposta 2015), quando invece i Siciliani spendono per i consumi 65 miliardi di euro (dati del Servizio Statistica, assessorato Economia della Regione). Ora, è del tutto evidente che le spese per consumi non possono essere stabilmente più alte, e per importi considerevoli, rispetto alle entrate.

La mancata dichiarazione di redditi per quasi 20 miliardi fa venire meno, ogni anno in Sicilia, oltre tre miliardi di euro solo per l'Irpef senza contare gli importi per l'Iva e i contributi previdenziali. In media, i consumi in Sicilia superano i redditi dichiarati del 40%; nel resto del Paese esiste lo stesso fenomeno, ma si «limita» al 20%.

Troppe auto di grossa cilindrata rispetto ai redditi dichiarati - La prova che i numeri sono troppo sbilanciati si ricava  dal dato elaborato dal centro studi Cerdfos della Cgil. In questo caso vengono incrociati i contribuenti con un reddito dichiarato superiore a 50 mila euro l'anno, e le autovetture di cilindrata superiore ai 2000 cc. Il risultato è sorprendente. Ogni cento siciliani che dichiarano più di 50 mila euro l'anno, ci sono 224 auto di grossa cilindrata, quando nella media nazionale si arriva a 141 auto.

Palermo la provincia più virtuosa, Ragusa e Agrigento pazze per le auto grosse -  Palermo risulta la più «virtuosa» ponendosi al di sotto persino della media nazionale, oltre che ovviamente di quella siciliana, e fermandosi a 136 auto di grossa cilindrata ogni cento contribuenti con reddito superiore a 50 mila euro, mentre dall'altra parte della scala, Ragusa e Agrigento mostrano una passione sfrenata per le grosse auto, attestandosi, rispettivamente a 352 e 341 auto. Se qualcuno, ancora, s'interroga sui locali sempre pieni, sul profluvio di gadget elettronici e sulla pletora di supercar in circolazione, probabilmente troverà una risposta in questi dati.

Il debito pubblico - Il deficit tra uscite ed entrate se diventa una costante, diventa la causa del debito pubblico che, non a caso, oggi supera l'impressionante cifra di 2.400 miliardi di euro. Solo per pagare gli interessi su questa montagna di debiti servono tra 60 e 70 miliardi l'anno, a seconda dela borsa dello spread. Gli italiani oggi hanno un debito di 40 mila euro a testa. 

La ricetta potrebbe essere quella di tagliare le uscite o aumentare le entrate o si punta a un mix di entrambe le misure. Facile dirlo, difficile farlo. In un Paese che ha bisogno di tante risorse per le infrastrutture, per la sanità, l'istruzione, la giustizia, la sicurezza, le pensioni.., tagliare le uscite è quanto mai arduo, come del resto appare insostenibile l'idea di aumentare le entrate con tasse che già viaggiano a livelli esorbitanti. L'unica strada percorribile resta, quindi, quella della lotta all'evasione. 

La prossima manovra di bilancio la lotta all'evasione fiscale contempla una serie di misure. Per il grande pubblico la più visibile sarà quella dell'alternativa al denaro contante. Gli italiani saranno indotti a pagare le spese, piccole e grandi, con moneta elettronica (carte di credito, carte di debito/Bancomat, carte prepagate). Il successo della fatturazione elettronica obbligatoria, introdotta dal Governo Renzi,è un esempio da seguire. In  poco tempo ha aggiunti  due miliardi di euro rendendo molto difficile evadere l'Iva. La moneta elettronica potrebbe, quindi, iniziare a scardinare l'evasione in Sicilia come in tutto il Paese.