Scrive Mariella, una lettera aperta al Procuratore Gratteri per incitarlo ad andare avanti
Illustrissimo e mi permetta anche carissimo Procuratore Gratteri. Mi chiamo Mariella Domingo e le scrivo da Marsala in provincia di Trapani. Il mio scritto vuole semplicemente essere un ringraziamento per il suo lavoro. Un lavoro non certo facile, con pochi privilegi e forse con molte privazioni. Ho seguito sin da ragazzina a differenza delle mie coetanee, uomini che incoraggiassero la mia vita, a lottare senza indietreggiare mai, ad affrontare la menzogna guardandola dritta negli occhi senza abbassare mai lo sguardo nonostante la paura, a difendere gli "ultimi"mettendo la mia vita davanti.
Il "nonnino" Caponnetto, Di Pietro, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, e chi potrà mai dimenticarli. Le loro parole, lo spirito di sacrificio del loro operato, l'incorruttibilita'. La seguo con estrema attenzione da qualche mese e sono sempre più convinta che per creare un terremoto giudiziario/istituzionale bisogna portare la gente a fidarsi di chi ha in mano la Legge, di chi impartisce il diritto alla legalità, all'amore verso la Costituzione e il proprio territorio. Momento delicato quello attuale, visto che da molti anni anche i palazzi di giustizia sono inquinati da uomini togati corrotti, diventati leopardi maculati in attesa di sbranare chi lotta anche con la vita stessa, pur di purificare e sterilizzare luoghi divenuti covi per malavitosi e persone colluse con la mafia.
La sua determinazione, la sua presenza stessa e le sue parole, tuonano dentro di me, rafforzando il concetto maturato nel tempo, ossia il cambiamento e la conversione del mio territorio. Un ritorno alla bellezza istituzionale: il mio sogno. Ma, chiedo giustizia per quanti hanno perso la vita pur di aiutarci. Giustizia per tutte le donne rimaste vedove e per i loro figli orfani. Nessuna lacrima versata merita di cadere a terra su quel sangue martire dei loro cari che ancora oggi grida. Procuratore Gratteri possa lei continuare la sua battaglia, sapendo che a sostenerla siamo in tanti.
E quei tanti siamo anche quelli che ancora oggi nonostante la delusione avuta dalla giustizia stessa, non smettono mai di confidare in uomini come lei, che portano avanti con serietà, lealtà e competenze il giuramento fatto. Una grande e compatta squadra, non vogliamo essere lasciati soli. Il giurista ateniese Solone diceva: "La società è ben ordinata quando i cittadini obbediscono ai magistrati, e i magistrati alle leggi".
Buon lavoro!
Cordialità
Mariella Domingo
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