04/11/2019 08:00:00

Reddito di cittadinanza, la grande contraddizione: "Meglio stare sul divano"

E' la grande contraddizione del reddito di cittadinanza. Il sussidio nato per aiutare poveri e disoccupati e avviarli a un nuovo lavoro rischia di avere il risultato opposto: il disincentivo a un nuovo impiego regolare.

Ivana è una giovane imprenditrice del settore alberghiero e ha dovuto toccare con mano uno degli "effetti collaterali" più odiosi (ma non certo inaspettati, visti i problemi della fase 2, quella attiva e di ricerca lavoro) del reddito di cittadinanza. Ne ha parlato a "L'aria che tira". Dopo una serie di colloqui andati a vuoto per lavori stagionali presso la sua attività, può confermare che molti percettori del reddito di cittadinanza non vogliono essere contrattualizzati, 7 su 10 circa secondo le sue stime, e preferendo lavorare in nero pur di non perdere il sussidio.

Reddito di cittadinanza "C'è chi preferisce stare a casa"
Vero, lo stipendio che avrebbero guadagnato presso l'attività di Ivana sarebbe stato superiore al reddito di cittadinanza, ma come racconta lei stessa, qualcuno le ha detto "io il reddito di cittadinanza lo percepisco senza fare niente". Meglio stare seduti sul divano quindi, piuttosto che la fatica quotidiana di un normale lavoro: lo devono aver pensato in tanti a sentire quel dice a La7 l'imprenditrice. "Per una manciata di euro in meno, preferiscono stare a casa. Spesso si dice che non c'è lavoro, ma per la mia esperienza c'è chi preferisce la strada più comoda e facile piuttosto che un impiego dignitoso".

 Reddito di cittadinanza "Fino a oggi ci hanno tolto la dignità"
Cambiamo scenario. Margherita è una donna che ha sempre lavorato tanto e che ora ha scelto il reddito di cittadinanza, e ne ha ben donde: con il suo vecchio contratto a tempo determinato portava a casa 600 euro al mese. "Ora con il reddito ne percepisco 800, siamo in tre a casa con due ragazzi al di sotto dei 25 anni" dice all'inviata di "L'aria che tira". Margherita attacca: "Fino a oggi ci hanno tolto la dignità facendoci lavorare sempre in nero". Per lei, che a lungo ha lavorato infatti anche in nero per poche centinaia di euro al mese, il reddito di cittadinanza è evidentemente una boccata d'aria fresca: meglio, dice, che stare accanto a una persona anziana tutto il giorno, alzandola dal letto, cambiandole il panno, e assistendola per una cifra che si rivela di fatto quasi equivalente al reddito di cittadinanza. Punti di vista, tutti legittimi.

Reddito di cittadinanza, i furbetti del giorno

Nove lavoratori in nero su dieci. L'hanno scoperto le fiamme gialle in un supermercato, ad Augusta, nel siracusano. Due di questi lavoratori percepivano pure il reddito di cittadinanza. Per il proprietario del supermercato e' scattata la denuncia e la procedura di irrogazione della cosiddetta 'maxi-sanzione'. I percettori del reddito di cittadinanza sono stati segnalati all'Inps per la decadenza e revoca del beneficio, oltre che all'autorità giudiziaria.

 L'attacco di Vincenzo De Luca al reddito di cittadinanza
Con toni tutt'altro che istituzionali ieri ha pesantemente attaccato il reddito di cittadinanza il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca su Radio crc: "Ho sempre distinto tra la povera gente vera, per la quale abbiamo il dovere di dare una mano, dai figli di buona donna e anche dai delinquenti. Nella nostra realtà, in troppe occasioni il reddito di cittadinanza è servito a pagare la manovalanza della camorra, a far scansare il lavoro stagionale, ad avere un incentivo a fare il doppio lavoro e prendersi il reddito di cittadinanza, a minacciare i commercianti per farsi dare in contante l'equivalente della scheda del reddito di cittadinanza".

"Si sono determinate delle tragedie sociali che neanche si riescono a immaginare, un processo di corruzione di massa. Ora - ha aggiunto - abbiamo scoperto che 100mila famiglie non avevano diritto al reddito di cittadinanza, quindi che succede? Siccome per 6 mesi hanno preso il reddito di cittadinanza ora che facciamo, gli mettiamo il sale sulla coda? Ci voleva tanto a capire che se paghi 6 mesi a gente che non ha diritto dopo quei soldi non li recuperi neanche se fai miracolo? E' successo quello che avevamo detto, cioè che i controlli li devi fare prima e non dopo. Ora che fai, li rintracci per farti restituire i 700 o mille euro al mese che hanno percepito? Una grande ipocrisia, ovviamente".