Una rottamazione “locale”, senza vincoli imposti dallo Stato, ma con una regola chiara: il tributo va pagato per intero, mentre sanzioni e interessi possono essere ridotti o azzerati. È quanto prevede la Legge di Bilancio 2026 (articolo 1, commi 102-110 della legge 199/2025), che riconosce agli enti territoriali – Comuni, Province, Città Metropolitane e Regioni – la facoltà di introdurre autonomamente forme di definizione agevolata per i tributi di propria competenza.
In pratica, Comuni come Trapani ed Erice potrebbero deliberare una rottamazione delle cartelle relative a imposte locali come IMU, TARI, TOSAP, COSAP o canone unico. L’unico limite fissato dalla norma è il divieto di toccare la “sorte capitale”, cioè l’importo originario del tributo dovuto. Su sanzioni e interessi, invece, gli enti possono intervenire.
La misura potrebbe applicarsi anche nei casi in cui la riscossione sia affidata all’Agenzia delle Entrate-Riscossione o a concessionari privati, come avviene a Trapani per la TARI, gestita da Soget.
Come funziona la definizione agevolata
Per accedere alla rottamazione, il contribuente dovrà versare il tributo non pagato entro il termine stabilito dal singolo ente. Il termine, in ogni caso, non potrà essere inferiore a 60 giorni dalla pubblicazione sul sito istituzionale del Comune dell’atto che introduce la misura.
Secondo l’avvocato Francesco Spina, in una città come Trapani – dove la TARI è tra le più alte d’Italia – un intervento di questo tipo potrebbe alleggerire in modo significativo il peso fiscale su famiglie e imprese.
Le sanzioni per i tributi locali, infatti, oscillano mediamente tra il 25% e il 30% dell’importo non versato. Nei casi più gravi, come l’omessa dichiarazione, possono arrivare tra il 100% e il 200% del tributo dovuto. A queste somme si aggiungono gli interessi calcolati al tasso legale per ciascun anno.
Un esempio chiarisce l’impatto: su un’omissione di 1.000 euro, le sanzioni possono variare da un minimo di 250 euro fino a 2.000 euro, oltre agli interessi. L’eventuale cancellazione o riduzione di queste voci comporterebbe un risparmio rilevante.
Una scelta politica
La norma, però, non impone nulla. Spetta ai singoli Consigli comunali decidere se attivare o meno la definizione agevolata.
La domanda ora è chiara: Trapani ed Erice sceglieranno di adottare la rottamazione delle cartelle per i tributi locali? Una decisione che avrebbe effetti immediati sui bilanci comunali, ma anche sul carico fiscale di cittadini e imprese in un territorio già segnato da difficoltà economiche strutturali.