06/11/2019 06:00:00

A Natale voli per la Sicilia troppo cari. Studenti, lavoratori e turisti penalizzati

 Vacanze in Sicilia molte care e amare, per chi vorrebbe venire a passare un solo weekend natalizio ovvero trascorrervi tutto il periodo delle vacanze di fine anno.

I voli da e per l’aeroporto di Trapani, quei pochi che ci sono, sono carissimi. Stessa cosa se ci si sposta all’aerostazione di Palermo. Ma il mondo di chi torna in Sicilia per le festività non è fatto solo di vacanzieri, ci sono gli studenti fuori sede, i lavoratori, tante maestre e professionisti.

Peggio che prenotarsi una vacanza in uno chalet in montagna. Il costo medio del biglietto, a persona, è dai 460 in su. Se a spostarsi è una famiglia intera allora il dramma è servito. Impossibile aprire il panettone insieme al resto della famiglia. Sarà per il prossimo anno, si dice così.

Nessuna strategia per chi abita in Sicilia, vi vorrebbe fare ritorno, e magari fare girare anche un po' l’economia. Il fatto è che di questo aspetto si parla solo sotto data, per indicare un termine caro agli operatori turistici, poi si archivia. E’ sempre così in questa terra senza visione e programmazione.

Marco Falcone, assessore regionale ai Trasporti, chiede l’intervento di Enac per una “conclamata emergenza”. Si, perché in Sicilia nessun aspetto viene decorosamente trattato con normalità, tutto va sempre sotto la postilla: emergenza. Secondo Falcone c’è una strategia precisa da parte delle compagnie aeree volte a far aumentare i prezzi, in considerazione anche della non più presenza della compagnia spagnola Vueling, negli hub di Catania e Palermo.

Qualcuno penserà che i biglietti aerei per le feste di Natale vanno emessi mesi prima per godere di un forte risparmio. Non è così, già ad agosto per una modesta famiglia di quattro persone il totale toccava i mille euro, solo volo aereo. Se poi si vuole soggiornare in un hotel o casa vacanze il prezzo sale ulteriormente.

Inversione di tendenza con altre mete, andare a Londra in quelle date da un qualunque aeroporto del centro o nord Italia costa la metà.

A Trapani la situazione è drammatica, i voli di ritorno sono pochissimi e cari. Abbiamo simulato la prenotazione di un volo da un sito che compare le offerte delle varie compagnie aeree. Ebbene da Roma per Trapani andata e ritorno, dal 20 dicembre al 7 gennaio 2020 ha un costo a persona di 349, da Bologna su Trapani, per le stesse date, siamo a 315.68. Natale a casa? Forse. O forse oltre le Alpi.

E sul caro voli per la Sicilia c'è l'intervento del sindaco di Palermo e presidente dell'AnciSicilia Leoluca Orlando, che scrive al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, al Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Giancarlo Cancelleri, al Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, e all’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Marco Falcone. A tutti chiede un impegno affinchè si possa realizzare anche in Sicilia quello che è stato fatto in Sardegna e graantire la continuità territoriale con il resto del Paese. Qui la lettera di Orlando:

Negli ultimi anni, a fronte di un aumento delle tratte internazionali da e verso gli aeroporti della Sicilia, si è assistito ad una progressiva diminuzione dell’offerta di trasporto aereo in collegamento con le principali destinazioni nazionali, in particolare Roma e Milano Malpensa. Ciò
si è accompagnato ad una politica tariffaria, sopratt,utto da parte della compagnia di bandiera, che certamente non favorisce i collegamenti, siano essi per i residenti nell’Isola, per i turisti o per chi si sposta per lavoro. Tale situazione, unita alla clamorosa carenza di soluzioni realisticamente alternative al trasporto aereo (basti pensare che Trenitalia offre un solo treno giornaliero con destinazione oltre Roma in partenza da Palermo ed uno in partenza da Catania), costituisce un grave danno per l’economia ed una palese disattenzione per le esigenze dei cittadini sicilian
i”.
 
Occorre adottare, - continua Orlando nella lettera - prendendo formalmente atto della naturale condizione di insularità della Sicilia, provvedimenti e politiche conseguenti, che mettano fine ad una situazione sempre più insostenibile e favoriscano il potenziamento del trasporto da e per la regione a tariffe calmierate. Credo che in tal senso sia quindi necessario avviare al più presto un confronto che coinvolga tutti gli attori e soggetti istituzionali nazionali e regionali interessati, con un tavolo di confronto tecnico-politico ad hoc, che prenda in seria considerazione l’applicazione di misure analoghe a quelle applicatealla Sardegna al fine di garantire in concreto la continuità territoriale con il resto del Paese”.

 



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