09/11/2019 08:00:00

Mafia, arresto Nicosia. Il gip: "Gravi infiltrazioni nello Stato"

 Fermi convalidati e custodia in carcere per tutti gli indagati. Il gip del tribunale di Sciacca conferma in pieno la ricostruzione della procura sui presunti maneggi dell'attivista radicale ed ex assistente parlamentare Antonello Nicosia e fornisce anche un duro giudizio su chi gli avrebbe consentito di girare le carceri italiane per fare il doppio gioco. In teoria, sostiene l'accusa, si batteva per i diritti dei detenuti, in pratica smistava bigliettini e portava all'esterno gli ordini dei boss. Progettando, nei ritagli di tempo, anche un paio di tentativi di estorsione e un piano di omicidio che però non sono mai andati in porto.

Il gip del tribunale di Sciacca, Alberto Davico, ritiene che sussistono a carico di Nicosia e degli altri quattro arrestati, tra cui il boss Accursio Dimino, sia gli indizi di colpevolezza che il pericolo di fuga. C'è pure secondo il giudice il concreto pericolo che gli indagati commettano altri reati.

Il giudice, competente perché il provvedimento è stato eseguito a Sciacca, contestualmente ha trasmesso gli atti a Palermo perchè si tratta di fatti di mafia e dunque di competenza della direzione distrettuale antimafia del capoluogo. Nella motivazione alla convalida del fermo, ha sottolineato «la spiccata pericolosità criminale» degli indagati.

Il gip Davico ha evidenziato per prima cosa il «gravissimo contesto associativo di riferimento e la non occasionalità delle condotte degli indagati Dimino e Nicosia a pieno titolo inseriti - scrive - nell'ambito della criminalità organizzata di stampo mafioso e comunque in gruppi operanti con metodo mafioso collegati fra loro da vincoli stringenti».